Il Tirreno

Porto di Carrara, i Paladini Apuoversiliesi: sarà decisivo anche il ministero della Cultura

Porto di Carrara, i Paladini Apuoversiliesi: sarà decisivo anche il ministero della Cultura<br>

«Un parere chiave oltre alla Vas e al consiglio dei lavori pubblici»

5 MINUTI DI LETTURA





Carrara I Paladini Apuoversiliesi intervengono, a seguito dell’intervista al Tirreno del presidente dell’autorità portuale Mario Sommmariva e, in premessa, ricordano il ruolo fondamentale del Ministero della Cultura al quale, ricorda la presidente dei Paladini Orietta Colaccico, «abbiamo scritto con 10 associazioni del territorio». I Paladini ribadiscono innanzitutto che «le competenze per i piani regolatori dei porti sono dello Stato. Il Piano regolato portuale è definito, infatti, "piano territoriale di rilevanza statale che rappresenta l'unico strumento di pianificazione e di governo del territorio nel proprio perimetro di competenza", e nella pianificazione di tale perimetro (aree portuali e retro-portuali) ha "esclusiva competenza" l'Autorità di sistema che acquisisce il solo parere di Regione e Comune sulla coerenza con la pianificazione delle aree contigue». Si puntualizza: «Se, come dice (al Tirreno, ndr) il presidente Sommariva, c’è approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture questa è per coerenza con il Dpss (il Documento di pianificazione strategica di sistema portuale). Ora sono altri i soggetti coinvolti e bisogna fare un distinguo fra approvazione e pareri – sottolinea Orietta Colacicco - e non è la stessa cosa. Il presidente Sommariva non precisa che l’approvazione è successiva al parere della commissione Crtvia (Valutazione di impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente, che può prescrivere correzioni, integrazioni. Vero è che dovremmo essere agli sgoccioli. Secondo il Ministero, dell’Ambiente cui abbiamo scritto chiedendo precisazioni “i tempi sono disciplinati dagli art. 15, 16, 17 del D.lgs 152/2006, emendato con tutte le modifiche intercorse negli anni” e poiché i tempi sono stati ridotti nel 2021, sono di 45 giorni a partire dalla data limite per la presentazione delle osservazioni del pubblico, quindi dal 14 Dicembre. Saremmo quindi al 28 di gennaio, ma anche se “per la Vas la normativa è diversa dalla Via e non sono previste richieste di integrazioni o sospensiva, vi è la possibilità di accordarsi fra proponente e autorità competente per momenti di chiarimento o maggiori tempi per la valutazione”».

A detta dei Paladini, «Quindi non si sa, non a caso il Presidente Sommariva ammette che “si aspetta prescrizioni”. E le aspetta anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che pure deve emettere un parere. Per dire entro quando bisognerebbe sapere la data in cui è stato trasmesso il progetto».

Ma ecco il punto chiave: «Si trascura però il ruolo fondamentale del Ministero della Cultura, dimenticandosi che il decreto che boccio il progetto nel 2002 venne firmato dal Ministro dell’ambiente Matteoli, di concerto con il Ministro degli allora Beni Culturali. E quel di concerto non è un dettaglio, tanto è vero che ad esempio il progetto del piano del porto di Brindisi secondo Vas ora è fermo alla firma del Ministro della Cultura, come si legge sul sito di Vas. Al Ministero della Cultura, insieme alle associazioni rappresentative di cittadini, villeggianti, balneari, albergatori, commercianti (che sono per Forte dei Marmi: Confcommercio, Upb Unione Proprietari Bagni, Ccn-Centro Commerciale Naturale, Federalberghi; Associazione Amici dei Ronchi e Poveromo, Balneari di Cinquale, e per Massa: Consorzio Riviera Toscana, Cna Balneari, Ageparc, Federalberghi Costa Apuana) avevamo scritto subito dopo la presentazione del progetto Preliminare nel febbraio 2022, e abbiamo con le stesse associazioni scritto anche ora».

Si ricorda che «Nel 2022 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa-Carrara quale soggetto ambientalmente competente, nell’evidenziare la criticità della situazione della costa e del degrado di alcune strutture ricettive abbandonate, a causa del fenomeno erosivo, “chiedeva per la tutela archeologica, di tenere conto, non potendosi escludere la possibilità, della presenza di eventuali depositi archeologici sommersi intercettabili da eventuali interventi previsti nel Piano regolatore portuale”». E ancora: «La stessa Soprintendenza nel 2023 fra le osservazioni del pubblico considera inadeguata la valutazione del rischio archeologico inserito nel piano dall’Autorità Portuale perché redatta, nel 2013, da professionista geologo pertanto non documentazione sufficiente e ritenendo non sia da escludersi che “le opere in progetto possano intercettare stratigrafie archeologiche pertinenti a depositi sommersi, chiede integrazione con uno studio archeologico con un rilievo strumentale dei fondali e la sovrapposizione su planimetria delle aree di intervento alle aree di indagine”. Tradotto - secondo i Paladini - chiede che vengano i sommozzatori archeologi per andare a verificare che cosa c’è sotto, un’attività che può dare disturbo anche ora alle attività in porto o addirittura bloccarle almeno per un certo periodo. E va ricordato che quando si trova un reperto archeologico, come accaduto a Milano per la metropolitana quattro con il ritrovamento di un muro medioevale si sono fermati gli scavi, così che il cronoprogramma è in ritardo di anni con un extra costo di 250 milioni. Quindi non si può dire che si aspetta approvazione, può anche darsi che venga espresso parere contrario come nel 2002, e/o che vengano richiesti cambiamenti sostanziali».

Altro punto. I Paladini ricordano che «Nel giorni scorsi il presidente Sommariva ha detto che l’indotto del porto è di 1 miliardo, anche se nella nostra relazione generale, secondo dati della Camera di Commercio e dell’Autorità stessa l’indotto risulta di 500 milioni. Ci fa piacere, visto che è stato commissionato uno studio, sia ora evidente che la sostenibilità deve essere declinata a livello ambientale economico e sociale. I Paladini Apuoversiliesi lo sanno e lo sapevano bene, anche perché sono gemellati a Plef, Planet Life Economy Foundation, il cui fondatore Professor Paolo Ricotti economista, già docente all’Università Bicocca di Milano, ha inviato proprie osservazioni molto critiche sul piano e sul rapporto ambientale definiti un classico esempio di green whashing. Comunque si sta parlando di 7000 lavoratori portati dall’impatto del porto, contro i 100.000 addetti nell’economia turistica. Aspettiamo quindi i verdetti», conclude. l

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web