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Massa, i ghiaccioli Giuntoli finiscono a Reggio-Emilia. La Gelato d’Italia-Indian si aggiudica l’asta


	Foto di gruppo del personale della Giuntoli
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Foto di gruppo del personale della Giuntoli

L’azienda di Reggio Emilia è nota per il ghiacciolo Indianino

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MONTIGNOSO. Buon esito al primo colpo per la vendita all’asta del complesso produttivo e del marchio della azienda di gelati e ghiaccioli Giuntoli, dichiarata fallita pochi mesi fa. In dettaglio, l’asta telematicadi ieri mattina, che aveva come prezzo base 2.980.000 euro, è stata vinta dall’unica offerente, la Gelato d’Italia - Indian di Cavriago (Reggio Emilia), un’azienda del settore molto nota, che si è aggiudicata il complesso con l’offerta minima di 2.235.000 euro. All’asta c’erano come detto sia il marchio Giuntoli che gli stabilimenti e l’immobile, beni che erano suddivisi in due società, Alba e Giuntoli.

Il tipo di vendita è stato tecnicamente senza incanto, il termine della presentazione della domanda era fissato per il giorno prima, giovedì 18 gennaio 2024 alle 23,59; la vendita si è tenuta in tribunale a Massa, tramite la piattaforma www.garavirtuale.it; la modalità di deposito prevedeva offerte irrevocabili di acquisto esclusivamente in via telematica.

I giudici delegati erano Alessandro Pellegri ed Elisa Pinna; i curatori, per le due società, avvocato Davide Cagetti e dottor Serafini, avvocato Iacopo Cancogni e dottor Paolo Del Fiandra. Grazie all’impegno sia della curatela che del tribunale, la vendita è avvenuta in tempi record, se si pensa che era stato autorizzato l’esercizio provvisorio fino al 31 agosto del 2023, e nell’occasione la circostanza aveva consentito di mantenere in vita il marchio e di tenere al lavoro non solo i 15 dipendenti ma anche degli stagionali; gli incassi erano stati buoni.

A distanza di meno di cinque mesi, ecco la cessione ad un gruppo che si presenta solido, con volontà espansive.

Soprattutto, è ovvio, per la prossima stagione, perché nel mondo dei gelati la programmazione avviene tra settembre e dicembre. In ogni caso, a quanto risulta, ci sono ottime probabilità che il personale sarà riassunto, e per questa stagione 2024 la Giuntoli opererà soprattutto di supporto alla produzione di Gelato d’Italia - Indian, per poi ripartire a pieno regime da settembre in poi.

 Ricordiamo che la crisi per l’azienda Giuntoli, nata nel 1955 era arrivata con il Covid, quando le difficoltà del mercato avevano costretto la società a presentare domanda di concordato preventivo, poi cambiata in domanda di autoliquidazione giudiziale. Dopo l’esercizio provvisorio però è arrivato il fallimento.

Da mesi si parlava dell’interessamento di un’azienda del Nord, che in effetti ha poi mantenuto le aspettative ed è scesa in campo con forza. Nelle scorse settimane sindacati e dipendenti avevano auspicato che i rispettivi curatori fallimentari dei due rami d’azienda potessero arrivare a definire un percorso congiunto, in modo che all’asta potessero andare contestualmente sia l’immobile che i macchinari e il marchio dell’azienda, molto conosciuto non solo in zona. E in effetti così è stato, i tempi sono stati davvero stretti, come meritava una società del peso della Giuntoli nell’economia del territorio apuano anche, come detto, per le prospettive.

Fino ad ora, gli ex dipendenti della società di via Nerino Garbuio erano garantiti dalla Naspi, la "Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego", in sostanza il vecchio assegno di disoccupazione. I dipendenti diretti prima del fallimento erano quindici, ma nei momenti migliori, negli anni precedenti al Covid, in azienda c’erano anche 120 persone. Ovviamente, non subito, ma in futuro, l’auspicio è che la Gelato d’Italia - Indian possa ridare così tanto lavoro, rilanciando un marchio storico.

Fra l’altro c’è da dire che tecnicamente quella avvenuta ieri è una aggiudicazione provvisoria; per accelerare il più possibile i tempi richiesti dalle procedure, la curatela ha già comunicato ai giudici l’avvenuta aggiudicazione provvisoria stessa, poi comunque ci sono dieci giorni di tempi per le valutazioni del tribunale e dovrà essere poi materialmente versata la cifra d’acquisto. A quanto risulta, la società reggiana ha grande volontà di entrare presto in azione e utilizzare anche le linee di produzione di Montignoso, che si trovano fra l’altro in una zona strategica anche per il mercato versiliese e della Toscana.

L’azienda acquirente (secondo Report Aziende, nel 2022 ha avuto un fatturato di circa 74 milioni), come riportato in un articolo di fabbricafuturo.it, trova le sue radici nel fondatore Goliardo Olivi che aveva trasformato la piccola latteria di famiglia nella ‘Bottega della Panna’ per la produzione di gelati artigianali; nel 1958 con il fratello Enzo, realizzò un’azienda industriale che in pochi anni divenne tra le più importanti del settore, nota per la produzione dei ghiaccioli a marchio Indianino, ancora oggi presenti sul mercato. Negli Anni 70, grazie all’entrata di Fabrizio Olivi, l’impresa si trasformò, specializzandosi in produzione per conto terzi – peculiarità che caratterizza tutt’oggi Indian-Gelato d’Italia – finché nel 2016 alla famiglia Olivi si è affiancato il fondo Idea Taste of Italy, specializzato nel settore agroalimentare. Dello stesso anno è anche l’arrivo di Marco Pellegrino nel ruolo di Ceo, scelto per gestire lo sviluppo del progetto. Nel 2022 il 100% della società è passato al fondo americano Davidson Kempner Capital Management Lp.

Anche Giuntoli nasce da una storia familiare, la speranza è che questa acquisizione, come detto, possa davvero portare sviluppo e lavoro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web