Il Tirreno

Il lutto

Massa, studentessa muore a 16 anni per un male


	Viola Cancogna Cinquini
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Viola Cancogna Cinquini

Viola aveva iniziato a registrare messaggi audio sul telefonino per lasciare ricordi Lo zio: «Fino all’ultimo pensava di farcela, ci ha dato la forza di andare avanti»

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Massa Fino all’ultimo pensava di vincerla, la malattia. Continuava a fare progetti, a sognare di andare all’università dopo le superiori. Poi, negli ultimi giorni, aveva realizzato che sarebbe stata dura, che forse non ce l’avrebbe fatta. Così, spinta dal suo desiderio di un collegamento eterno con la vita, aveva iniziato a registrare messaggi audio sul suo telefonino, che sapeva sarebbero rimasti lì per sempre. Tirava fuori le sue paure e le sue richieste nell’eventualità che non ce l’avesse fatta. Viola Cancogna Cinquini se ne è andata venerdì. Aveva appena sedici anni.

Frequentava l’istituto Salvetti. Era in seconda. Cercava di non mancare mai, anche se era difficile non farlo. «Ha frequentato finché la malattia glielo ha permesso», ricorda lo zio, Mauro Manfredi, conosciuto in città per le numerose attività sportive che organizza. Sua moglie è titolare dell’hotel Euromar, in via dei Salici, e lì lavora anche la mamma di Viola, Monica Cinquini. «Anche quando era impegnata per le varie visite – racconta ancora Manfredi – cercava sempre di seguire da remoto, perché per lei la scuola e lo studio erano importantissimi. Aveva progetti. Anche perché fino all’ultimo ha sempre sperato di guarire e di riprendersi la sua vita con tutti i suoi sogni e i progetti che aveva».

E ne aveva tanti, di progetti. Cambiavano con il cambiare dell’età e dei gusti. «Prima, quando era piccola, voleva aprire un negozio, poi diceva che sarebbe voluta andare all’università per studiare marketing». Non a caso, dopo un anno al Meucci, sempre di Massa, si era iscritta al Salvetti che è un istituto di istruzione superiore con quattro indirizzi professionali: odontotecnico, socio sanitario, so tecnico del turismo web e commerciale/ web community. Lei aveva scelto questo, quello più in linea con i suoi ultimi desideri.

Desideri forti, di cui andava sempre orgogliosa. «Nonostante noi sapessimo che il male che aveva fosse un male incurabile – dice lo zio – ci ha dato la forza di vivere in questi tre anni. Non è facile vivere con una bimba di 16 anni, sapendo che ha un male incurabile. È stato traumatico, ma lei ci ha dato sempre la forza di andare avanti. Abbiamo voluto che rimanesse sempre in casa, non volevamo che se ne andasse da sola in ospedale. Solo stamani l’abbiamo portata all’obitorio perché sapevamo che ci sarebbero state tante persone che sarebbero venute a trovarla». Viola viveva a Marina con la mamma Monica, il compagno della madre Davide Ricci, e il fratello Davide Cancogna. Amava leggere, soprattutto i thriller. «Me ne parlava spesso – ricorda lo zio -. Mi parlava di autori che io non conoscevo e mi raccontava la trama. Io spesso le rispondevo che ero più tipo da romanzi. Ci metteva sempre tanto entusiasmo nel raccontare quello che leggeva».

Dove passava, lasciava un bel ricordo. La ricorda anche il preside dell’istituto Meucci Antonio Giusa. «Era stata da noi solo un anno, ma tutti se la ricordano con affetto perché si faceva voler bene». «Una ragazza solare, che amava la vita – la ricorda Ginetta Fruendi, responsabile di sede del Salvetti – . Era venuta a trovarci la vigilia delle vacanze di Natale, ci raccontava che avrebbe preparato il pranzo di Natale con la mamma». Per i funerali, che si terranno domani nella chiesa Madonna degli Oliveti alle 10, 30, oltre ai palloncini, i ragazzi stanno pensando di presentarsi tutti con una maglietta bianca con al centro un cuore giallo, perché giallo era il suo colore preferito. La scuola sta pensando ad una raccolta fondi per l’Airc, l’associazione per la ricerca contro il cancro. l

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