Il Tirreno

Pontremoli, più forte della pioggia ruggisce il falò di San Nicolò

Pontremoli, più forte della pioggia ruggisce il falò di San Nicolò<br>

Uno spettacolo suggestivo offerto dai fuochisti. Commozione per il ricordo di Antonio “Tonino” Ricci

2 MINUTI DI LETTURA





Pontremoli Più forti della pioggia il falò di San Nicolò che è tornato a “ruggire” sulle sponde del Magra piegando con le sue fiamme i rigori di gennaio. Lo spettacolo offerto dalla pira innalzata con arte dai fuochisti di San Nicolò è stato emozionante, non solo per i supporter ma anche per tutti gli spettatori neutrali convenuti sul ponte Pompeo Spagnoli nella piovosa serata del 17 gennaio in cui il falò brucia in onore di Sant’Antonio Abate. Una catasta di “bochi”, pazientemente raccolti nei mesi precedenti perché potessero presentarsi secchi al punto giusto all’importante appuntamento, sapientemente disposti (fino a raggiungere un’altezza di circa una quindicina di metri) dai valenti fuochisti, in un modo tanto perfetto da esaltare ancor di più, se ce ne fosse stato bisogno, i sostenitori del rione di S. Nicolò. Quando, al segnale convenuto, i fuochisti distribuiti in cerchio hanno appiccato il fuoco alla catasta, una vampata poderosa si è sprigionata verso l’alto provocando un’esplosione di orgoglio che si è concretizzata con il grido dei fan del Vaticano “lo, lo, lo, evviva S. Nicolò…”. Purtroppo lo spettacolo non è stato perfetto, danneggiato da una folata di vento che ha spostato la fiamma mentre stava salendo al cielo, ed una cascata di scintille si è riversata sul ponte obbligando gli spettatori con gli ombrelli ad una rapida fuga. Ma al di là di questo, lo spettacolo è stato di alto livello e pensare che il tutto è stato preceduto da una giornata meteorologica non facile con pioggia, umidità più autunnale che invernale e vento forte che rappresenta il peggior nemico per l’accensione del falò. Solo una ferrea fiducia nei propri mezzi ha permesso ai fuochisti di predisporre quanto necessario per giungere preparati al momento cruciale dell’innalzamento del palo e del posizionamento dei “bochi”. Ed un momento di grande commozione si è vissuto nel ricordo di Antonio Ricci (per tutti semplicemente “Tonino”), scomparso poco più di un mese fa e che per tanti anni sulle colonne del settimanale diocesano “Il Corriere Apuano” ha raccontato con affetto e passione le gesta dei fuochisti del suo rione di San Nicolò.l

R.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web