Il Tirreno

Massa-Carrara, verso il congresso provinciale Pd: Eleonora Biancolini forse si ritira

Massa-Carrara, verso il congresso provinciale Pd: Eleonora Biancolini forse si ritira<br>

Al momento è candidata alla segreteria provinciale insieme ad Elisabetta Sordi ma non esclude un passo indietro: «Non per una candidatura “unica” ma “unitaria”, nel riconoscimento reciproco»

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Massa Lavorare per una candidatura unitaria al congresso provinciale del Partito Democratico, così da tenere insieme le varie sensibilità di un partito che anche al provinciale si è presentato con qualche frattura.

È questo uno degli ultimi sviluppi in casa Dem, dove ad oggi due sono le candidate, ovvero Elisabetta Sordi ed Eleonora Biancolini, ma in uno scenario che potrebbe cambiare entro il 26 gennaio data di inizio del congresso.

Perché un'ipotesi è che Biancolini, la cui candidatura è ancora in campo e sostenuta da parte del partito, potrebbe ritirarsi, in funzione di un percorso politico unitario e che vada oltre la parentesi congressuale.

Un’indiscrezione che circola da giorni, e che la diretta interessata conferma: «Stiamo ancora mettendo a punto delle cose, dal momento che alcuni nodi non sono sciolti. Ma se mi viene chiesto se esiste l’ipotesi di ritirare la candidatura, non lo escludo; non è ancora sicuro perché ci sono alcuni elementi da risolvere. La candidatura l’ho presentata per rivendicare la pluralità nel partito, ma ora stiamo ragionando anche con il supporto del regionale per una candidatura unitaria», osserva Eleonora Biancolini.

L’idea sarebbe di un passo indietro della candidata, ma nell’ottica di un riconoscimento di una parte del partito che altrimenti rischierebbe di restare fuori dagli organi di rappresentanza.

«Chiaramente -precisa- dietro un accordo programmatico. Stiamo cercando di costruire qualcosa con l’aiuto del regionale che tenga insieme le varie anime e che dia rappresentanti a tutti nel congresso. Questa è un’opzione, anche se non l'unica, ma che deve ancora trovare la quadra».

Biancolini non ci gira intorno: «Io sono disposta a fare un passo indietro, ma non tanto per una candidatura “unica” bensì “unitaria”, per far sì che il partito stia insieme nel riconoscimento reciproco e rispettando il pluralismo».

Del resto, guardando le mozioni di entrambe le candidate, le mozioni sono molto simili; sui temi c’è convergenza. La sua candidatura, semmai, «significava intanto dire che nessuno deve rimanere escluso dal congresso, trovando poi magari una sintesi unitaria che metta da parte lotte interne per guardare al partito come una comunità unita, che metta al centro il tema del cambiamento nell’interesse dei cittadini e della comunità che rappresentiamo».

D’altronde Biancolini non svela chissà quale segreto di casa Pd: «Nel partito ci sono fratture che non si riesce a rimarginare. Io sono contraria all'uniformità di pensiero e anzi ritengo la pluralità linfa per un partito. Anche per questo mi sono candidata, per rivendicare uno spazio di alternativa».

«Anche dall’altra parte -risponde a domanda diretta- c'è la volontà di lavorare a un congresso unitario. Per questo dico di essere disponibile a fare un passo indietro, al fine di permettere un percorso basato su temi e proposte, e che abbia come fine ultimo quello di tenere unita la comunità del Pd. Anche diversa al suo interno, ma unita negli obiettivi generali. Io non ho ambizioni e non mi pesa se il passo indietro è volto ad unire. La mia unica aspirazione è far uscire il partito da certe logiche».l

I.Z.

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