Il Tirreno

Il riconoscimento

Vino, il vermentino di Angelo Borghetti premiato con la medaglia d’oro

di Manuela Orsini Merani
Angelo Borghetti riceve la medaglia d’oro per il suo vermentino
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Angelo Borghetti riceve la medaglia d’oro per il suo vermentino

Commercialista, sportivo e politico: da anni è anche viticoltore

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CARRARA. Insolito come il suo produttore, il carrarino doc Angelo Borghetti con il suo nettare di vino, il vermentino “Linsolito” si è aggiudicato la prima medaglia d’oro per la cerimonia di premiazione del concorso enologico nazionale del vermentino che ha preso corpo a Villa Cuturi l’11 gennaio organizzato da Mario Bonamici e Daniela Casu di APS Promo Eventi. Il nome del vino così particolare trova una spiegazione, lo stesso Borghetti insieme alla moglie Cinzia Bontempi volevano enfatizzare quell’impronta extra corum, al di fuori dall’usuale, una peculiarità frequente del percorso professionale del suo produttore.

Una grande emozione quella che ha provato per il riscontro del contest enologico ci riferisce che è stata un'ulteriore conferma a seguito di un’attenta scrematura da parte della giuria. Nel 2021 aveva candidato Linsolito come una specie di scommessa, poi gli anni successivi è stato invitato dagli organizzatori a partecipare. Angelo Borghetti ha disegnato i contorni del suo percorso spaziando dallo sport come calciatore, alla politica in veste di segretario di partito e consigliere comunale, per approdare al mondo dei numeri, come commercialista. Qual è il punto di forza del suo modus operandi?

“Il mio carattere. Sono un professionista quando avvio un qualcosa ci credo fortemente, in tutte le situazioni mi impegno, l’intenzione principale non era vincere, ma produrre un vino piacevole». Nel ventaglio delle proposte enologiche ci sono un altro vermentino e un rosso con nomi altrettanto particolari che denunciano fin da subito un coinvolgimento sensoriale su più fronti: Il “Diesis” vino che non è mai stato messo in gara e che nasce come un omaggio alla tradizione e “Ilmomento” combinazione di tre uvacci: Sirah, Cabernet e Merlot, questo nome è stato individuato da Borghetti e la moglie perché coincideva con il momento giusto per assaporare quel tipo di vino. La veste grafica delle etichette è made in Angelo Borghetti, la descrive come una specie di frastagliatura che rappresenta la catena delle alpi apuane. La scelta cromatica dell’ etichetta nasce dalla creatività del suo produttore, vertendo su toni forti e d’impatto che si distinguono dalle consuete etichette più monocromatiche. «All’inizio avrò avuto anche delle critiche per i colori accesi, dal blu al verde, tutti erano abituati a etichette diverse, volevo distinguere la nostra realtà anche in quel senso».

Ma veniamo a scoprire la storicità di questa realtà: “Ho rilevato l’azienda agricola in condizioni che richiedevano un investimento economico e di tempo di una certa entità. Il vitigno era in buono stato, ma la struttura era fatiscente, ho dovuto far mettere 300 pali nuovi, far cambiare i fili, le canne. Tra i tanti e importanti investimenti, 24 mila euro per la motoagricola, ma anche i trattamenti (8 l’anno) hanno un costo importante. Era una vigna che era coltivata per forza di inerzia». Ci racconta che è stata una casualità di ben 10 anni fa, rilevare l’azienda agricola che i proprietari stavano dismettendo, anche per evitare che andassero sprecati tutti quegli ettari di terra adibita a vigneti.«Volevo anche evitare che quei vigneti si trasformassero in rovi. Tutto là viene fatto a mano. Non facciamo innesti ma prendiamo le barbatelle del vermentino. Ho dei collaboratori che ci mettono tanta passione e il prezioso supporto del consulente enologico Davide Bacigalupi».

Una superficie di 4 ettari che beneficiano del clima tipico della meravigliosa località del Candia che gode di condizioni climatiche ottimali tutto l’anno a circa 200 metri a livello del mare. «Ho sempre vissuto all’aria aperta, ho giocato in squadra come terzino e vivendo molto al chiuso per la mia professione mi viene voglia di stare all’aria aperta, anche se non gioco».

Un lato dolente, da quanto ci riferisce è che il vino non ha ancora trovato grandi sbocchi in città, mentre ha ricevuto consensi, oltre del pubblico, da locali di Marina di Carrara, come Le Palme e in altre località limitrofe come Forte dei Marmi fino a spingersi in Liguria. La distribuzione dei vini è affidata a Alessandro Crocetti, oltre alla vendita diretta . Sulla partecipazione a fiere di settore dice: «produco 10.000 bottiglie non è immaginabile è rivolto a chi ne produce 50/60.000».


 

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