Gioco
Carrara, per il rogo di via Pucciarelli perizia psichiatrica su Marchi
L’uomo accusato dell’incendio è ancora in coma farmacologico
CARRARA. È ancora in coma Andrea Marchi “Tersilla”, il carrarese di 57 anni rimasto ustionato e ferito nell’incendio della sua casa popolare, il grave evento dello scorso 19 novembre per il quale egli stesso è sotto accusa, indagato dalla procura per le ipotesi dell’articolo 423 del codice penale, incendio (chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica) e il 586, lesioni come conseguenza di altro delitto (o anche morte, ma per fortuna non ci sono state vittime). La magistratura ha messo sotto sequestro l’appartamento dal quale è partito l’incendio, oltre al cellulare di Marchi e i resti della tanica rinvenuti dai vigili del fuoco, tanica dalla quale presumibilmente sarebbe partito il rogo, con una dinamica ancora da decifrare. Sono cinque le persone che sono dovute ricorrere alle cure dei sanitari, oltre a Marchi stesso, e cioé tre inquilini dello stabile (uno di origini straniere, e due signore carraresi), oltre a due agenti di polizia; sono le parti lese nel procedimento.
La pm titolare dell’inchiesta, la dottoressa Elena Marcheschi, in questi giorni sta notificando alle parti lese l’annuncio che il prossimo 18 gennaio, quindi giovedì, si svolgerà un’udienza nella quale sarà affidato l’incarico ad uno psichiatria perché possa svolgere una perizia, quale consulenza tecnica, sulle condizioni dello stesso Marchi al momento del gesto di quel sabato mattina. Andrea Marchi è assistito d’ufficio dall’avvocato Francesco Barsotti. Non è escluso che possa poi essere anche svolto un incidente probatorio per stabilire le cause dell’incendio. Solo Andrea Marchi, come detto altre volte, potrà, si spera presto, spiegare cosa è davvero accaduto, se le fiamme sono partite accidentalmente oppure se voleva in qualche modo scaldarsi (in casa le utenze erano tutte staccate) oppure se voleva fare un gesto distruttivo. O chissà cos’altro. Ma un tecnico potrà spiegare tecnicamente la dinamica del rogo e dello scoppio. Un’inchiesta oggettivamente complicata dalle condizioni cliniche di Marchi, ancora in coma farmacologico.
Ad aspettare notizie sull’evolversi giudiziario della vicenda anche gli inquilini dei due appartamenti rimasti inagibili, oltre a quello di Marchi, cioé quello soprastante e quello di sotto.
Il resto del palazzo di via Pucciarelli era stato restituito ai relativi inquilini. Erp, a quanto risulta, sta svolgendo dei lavori, come spiegava l’ultima ordinanza della sindaca Serena Arrighi sono inagibili gli interni 5 e 11 oltre a quello interessato all’incidente (int. 8). Inizialmente gli evacuati erano 27, adesso ne sono rimasti cinque. Sono passati circa due mesi ma è ancora viva la memoria di quel drammatico sabato, quando a causa del rogo molti condomini anche dei piani superiori erano affacciati alle finestre poiché la nube di fumo aveva invaso i loro appartamenti ed erano impossibilitati ad usare il vano scale, e solo l’intervento dei vigili del fuoco era valso al salvataggio delle persone che con l’ausilio dell’autoscala erano state fatte evacuare sia dal lato di Via Europa , che da Via Pucciarelli. Fin da subito, sia l’amministrazione comunale con l’assessore al sociale Roberta Crudeli che don Marino Navalesi, parroco di Avenza - San Pietro, si erano messi in azione per garantire un tetto agli evacuati.
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