Il Tirreno

Paura in città

Massa, prima un boato poi una nuvola di fumo: incendio nel sottopasso

di Daniela Marzano
Nella foto grande, alcune coperte e abiti semi-bruciati, in alto il sottopasso con i resti inceneriti e la transenna che impedisce la discesa al sottopasso
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Nella foto grande, alcune coperte e abiti semi-bruciati, in alto il sottopasso con i resti inceneriti e la transenna che impedisce la discesa al sottopasso

La Croce Rossa ha raccolto una chiamata di soccorso. Nel tunnel c’era stata una colluttazione con un ferito

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MASSA. Non c’è stato nessun ferito – né lieve né grave – ma tanto spavento sì. Si è sprigionato il fuoco nel cuore della viabilità massese: nel sottopassaggio al di sotto la sede delle Poste, sull’Aurelia, cioè in una zona della città dove ancora è fresco il ricordo dell’incendio scoppiato nei seminterrati della galleria Michelangelo Buonarroti sulla quale sbuca un ingresso del sottopasso.

Erano circa le 21 della sera di lunedì 8 gennaio quando un boato – chi abita nelle vicinanze ha pensato subito a un terremoto – ha fatto sobbalzare tanti cittadini. Un fumo denso ha poi cominciato a fuoriuscire dal sottopasso: con l’arrivo dei vigili del fuoco, la scena è stata filmata e – postata sui social media – è diventata subito virale. Contemporaneamente si stava svolgendo la seduta fiume del Consiglio comunale, interrotta dalla consigliera comunale Daniela Bennati che ha chiesto al sindaco Francesco Persiani di riferire su quello che stava succedendo proprio a poche centinaia di metri. Il consigliere Daniele Carmassi riferisce che il sindaco stava ricevendo proprio in quel momento le prime notizie e si è limitato a dire «sembra che abbiano fatto scoppiare una bomba carta all’interno del sottopasso».

La sezione cittadina della Croce Rossa riferisce di «aver raccolto una chiamata di soccorso a seguito di una colluttazione che era scoppiata tra due persone senzatetto all’interno del sottopasso e di aver prestato soccorso a una delle due che, ferita, anche se non gravemente, è stata trasportata al pronto soccorso». Quello che è successo dopo lo si può solo dedurre dai resti inceneriti: hanno preso fuoco coperte, forse abiti, oggetti personali che appartenevano a chi nel sottopasso aveva trovato un rifugio. La polizia indaga sulle origini dell’incendio e su eventuali responsabilità. È noto che soprattutto in un periodo freddo come questo, i senzatetto utilizzano il sottopassaggio centrale, dotato di ampie sedute, come giaciglio per la notte. Sono fissi ormai i bivacchi, le sedute di cartone, coperte, stracci e lattine. Almo Puntoni è il direttore Caritas Diocesana, ben dentro le problematiche relative ai senzatetto. «È difficile aiutare queste persone – dice – Per definizione sono senza dimora. Molti vogliono proprio vivere la loro situazione in autonomia, respingendo anche le forme di aiuto di cui possiamo disporre, magari un letto in camera condivisa con altri». Proprio nel Consiglio comunale di ieri sera, poi sospeso, si sarebbe discussa la mozione presentata dal consigliere comunale Ivo Zaccagna in merito al Progetto Freddo in aiuto delle persone senzatetto.

Intanto Massa martedì 9 gennaio Massa si è svegliata con un disagio in più, un sottopasso chiuso.


 

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