Sicurezza
Esce a Capodanno con le amiche: ragazzina stuprata sulla spiaggia, scatta il codice rosso
Le minorenni conoscono dei giovanotti in un locale, poi arriva la violenza: vittima una adolescente della provincia di Massa Carrara
Il primo Capodanno da grandi, quello che finalmente non passi in famiglia, ma ti avventuri nel mondo insieme alle amiche. Magari dopo averlo chiesto ripetutamente, impegnandoti anche a scuola per averlo in “premio”. Una serata carica di aspettative, quella di Maria (nome totalmente di fantasia), adolescente della provincia di Massa-Carrara come tante altre. Una serata, invece, spazzata via dall’orrore di una violenza sessuale consumata sulla spiaggia alle spalle di un locale della costa apuana. Si balla, ci si conosce, la notte dell’ultimo dell’anno è fatta apposta per fare l’alba.
Maria e le sue giovanissime amiche dormiranno insieme, a casa di una di loro, e solo il giorno dopo i genitori andranno a riprenderle. Il locale, molto frequentato, è pieno di ragazzi e ragazze. Alcuni più piccoli, altri già maggiorenni. Il gruppo di giovanissime esce dal locale in compagnia di alcuni ragazzi conosciuti all’interno. Il bello dell’età è anche questo: la spiaggia, il ragazzo o la ragazza che ti piace, che anche solo per una serata può far battere il cuore per restare un ricordo o anche no. Il gruppetto si separa e nel giro di poco si sarebbe consumata la violenza.
Poi il rientro a casa dell’amica, tutte insieme. Non è difficile immaginare la notte di paura e dolore. E, soprattutto, la domanda che spacca il cuore è lì, in agguato: e adesso? Che dire a casa? Raccontarlo o non raccontarlo a mamma e papà?
Così si fa giorno. E Maria rientra in famiglia. I genitori, molto attenti, si accorgono che non hanno di fronte una ragazzina euforica dal fatto di aver trascorso il primo capodanno con le amiche. Qualcosa, insomma, non va come dovrebbe. Qualcosa, insomma, deve per forza essere accaduto se il sorriso sul volto di Maria si è spento con l’arrivo dell’anno nuovo.
Servirà qualche ora prima che, di domanda in domanda, un pezzo di storia alla volta, i genitori riescano a ricostruire – anche grazie alle amiche della ragazza – cosa sarebbe accaduto su quella spiaggia alla loro figlia.
La famiglia non ha esitazione alcuna: Maria, molto provata sia da quanto avrebbe subito sia dall’averlo dovuto raccontare, che è sempre un rivivere ciò che è accaduto, viene accompagnata in ospedale, una struttura sanitaria della provincia di La Spezia.
Dove viene accolta con tutte le procedure a tutela delle donne che una denuncia di stupro richiede, ancora più se arriva da una ragazza ancora minorenne.
Insieme alle prime cure sanitarie e alla presa in carico nei percorsi dedicati alle donne che subiscono violenza, vengono avvertiti anche i carabinieri, ai quali spetteranno adesso le indagini. A partire dalla verifica di eventuali telecamere del locale che possano aver ripreso l’incontro tra il gruppo di ragazze che comprendeva anche Maria e i giovani con i quali poi le adolescenti sarebbero uscite dal locale, per raggiungere la spiaggia.
Il giovane che avrebbe commesso la violenza sarebbe comunque più grande di Maria e delle sue amiche. Lui e i ragazzi che erano con lui avrebbero cercato di conquistare le ragazzine, anche offrendo loro qualcosa da bere. A sanitari e carabinieri anche il compito di verificare che all’intero dei drink non sia stata versata la cosiddetta “droga dello stupro”. La quale è del tutto insapore e rende completamente inconsapevole e incapace di reagire chi venga preso di mira e si trovi ad assumerla suo malgrado.
Una storia di violenza che pone un problema vero di vigilanza e sicurezza nei locali che dalla Versilia si allungano fino a tutta la costa apuana. Locali che attirano molti giovanissimi e giovanissime, sia in estate che in inverno.
Non tutte le imprese che gestiscono queste attività tengono alto il livello di coloro che svolgono l’attività di sicurezza, personale esterno all’impresa ma che deve avere requisiti specifici per le regole fissate dalla Prefettura che autorizza o meno a svolgere questa professione.
Regole che troppo spesso, però, vengono ignorate per risparmiare.
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