Gioco
Addio all’ex patron della Taverna de Battì: i suoi piatti hanno fatto la storia culinaria locale
Piero Carnevali, notissimo ristoratore, se n’è andato all’età di 76 anni dopo una malattia. Il suo era il locale degli artisti del Teatro Guglielmi, alla sua tavola anche Renato Zero
MASSA. Se n’è andato uno dei più noti ristoratori massesi, Piero Carnevali, volto notissimo per una vita intera nella sala del ristorante Pizzeria La Taverna de’Battì di via Cavour.
Piero Carnevali è scomparso mentre si trovava ricoverato all’ospedale delle Apuane per una malattia. Aveva 76 anni. Lascia la compagna Carla, la figlia Silvia e il figlio Simone.
Era l’ex titolare de La Taverna de Battì, un locale che a Massa ha fatto storia. Da lui e dal fratello Roberto – il primo in sala, il secondo in cucina – sono passate a mangiare generazioni intere di massesi e anche i vip. In via Cavour a varcare la soglia di quel ristorante – apprezzatissimo anche per le pizze – si ricordano personaggi del calibro di Renato Zero e Ivan Graziani, per fare solo due esempi. E non solo. La Taverna de Battì era anche il locale preferito dagli artisti che per decenni hanno calcato il palcoscenico del Teatro Guglielmi: dopo le loro performance è lì che si recavano.
Aperta nel 1976, piccolo gioiello di una famiglia i cui componenti, anno dopo anno, sono stati pressoché tutti impegnati in quell’attività, la Taverna de Bettì era conosciutissima per il suo originalissimo menu. Famosa per le penne alla Battì, ricetta che mamma Dalmira creò negli anni Settanta condendola con salsa al pomodoro, prosciutto cotto, formaggio, prezzemolo e un tocco finale che resta appannaggio di chi lo esegue) , il locale era noto anche per le pizze.
E poi c’erano le lasagne stornellate – il tipico piatto massese – la selezione di salumi di selvaggina serviti con quella focaccina calda appena sfornata che in molti ancora ricordano per la prelibatezza. E ancora, le tagliate (Angus argentina, Aveyron, Limousine, Garronese, Scottona) portate in tavola su pietra ollare aggiunte di solo olio extravergine d’oliva, una macinata di pepe e di sale. A questi si aggiungevano la tagliata di tonno rosso, dolci fatti in casa (torte pere e cioccolato, mela e crema, yogurt e frutti di bosco) . Tra le pizze c’erano la Battì (una bianca con mozzarella, pomodoro a fette, acciughe dissalate, olive taggiasche, pizzichi di prosciutto cotto, origano ed olio extravergine) ... Un menu che ha fatto un po’la storia e la tradizione culinaria della città. E Piero era sempre lì, in sala, a servire i piatti della sua cucina per i tanti clienti affezionati e per chi, per primo, provava il suo locale.
In tanti ieri lo hanno ricordato con grande commozione e con il desiderio di essere accanto alla famiglia per la scomparsa dell’amato Piero.
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