Gioco
La scelta di Ilaria: «Ciao Carrara, vado in Islanda». Una nuova vita fra cani da slitta e aurora boreale
La quarantenne apuana ha lasciato il lavoro e adesso fa la “tour leader”. «Il grande Nord mi ha sempre affascinato. E qui sono tutti pazzi per il nostro lardo»
CARRARA. Ilaria Martinelli ha spiccato il volo verso i cieli dell’Islanda, a Reykjavik, la capitale nordica per eccellenza. Classe 1983, “una carrarina tosta” cresciuta ad Avenza, prima di intraprendere questo passo, il suo amore per gli animali si era tradotto in un’attività a Marina di Carrara: Pappa e cuccia un negozio di toelettatura e accessori per i quattro zampe. «È stata una bellissima avventura ma il Grande Nord mi ha rubato il cuore e ho cambiato rotta» inizia a raccontarci Martinelli.
La prima persona a cui ha comunicato la sua decisione è stata la madre: «Già lo sospettava, visto che da anni facevo la spola Italia-Islanda e la passione per quel paese non faceva che aumentare».
La sua passione per i viaggi è nel Dna, i suoi genitori la portavano ovunque: «Alcuni paesi europei visitati in macchina con me, con il mio fidato passeggino». Un ricordo significativo è legato a un viaggio in Kenya, alla ricerca del sepolcro del suo bisnonno, vittima della seconda guerra mondiale. Faceva il cuoco, venne ucciso da un cecchino ubriaco. «Quel lungo viaggio, tra aerei e automobili in paesaggi così diversi dai “miei”, aprì il mio cuore alla bellezza dell’altrove» cosìIrene spiega l’inizio di ciò che l’avrebbe segnata nel suo percorso. Dal 2018 gestisce un blog “Nordur -verso Nord” ed è una guida turistica non convenzionale. «Ho scelto questa parola perché è lì che puntava e ancora punta la bussola del mio cuore. Verso il grande Nord, con la sua natura potente. In origine si chiamava “Freddo Cane”. Questo perché iniziai a lavorare in Islanda con i cani da slitta, e decisamente al freddo!”.Il suo blog è imbastito con leggerezza, l’intento non è solo di informare i suoi followers, ma stupirli con post scanzonati per regalare anche un sorriso, senza cadere nello scontato. Scopriamo una sua giornata tipo: “La mia giornata tipo è variabile, ma vi darò un’ idea di una delle più comuni. Mi sveglio in qualche hotel con il mio gruppo e passo le successive ore in un viaggio itinerante su bus, con soste presso mete naturalistiche spettacolari quali geyser, cascate imponenti, ghiacciai millenari e lagune piene di iceberg».
Una professione affascinante influenzata da condizioni climatiche diverse dall’Italia:in estate sotto il sole di mezzanotte, in inverno sotto le aurore boreali. La nostalgia di casa a volte si fa sentire, ma Ilaria Martinelli porta i suoi affetti, la famiglia e gli amici, ma anche luoghi della sua terra nel cuore. «Qui non ho le Apuane alle spalle, coi loro alberi e la fauna variegata. Un Trekking in Islanda è molto diverso da quello che ero solita fare a Carrara». «A Reykjavik ho trovato una capitale col ritmo di una piccola città. Si vive con calma, si lavora il giusto. La cosa che però amo di più è indubbiamente la natura immensa che mi circonda, tra l’Oceano, i ghiacciai e i vulcani». La prima cosa che ha notato dell’ Islanda sono: «I paesaggi. L’Oceano con la sua potenza, i campi di lava a perdita d’occhio, i vulcani che illuminano le notti d’arancio».
«Sarà un po’ uno stereotipo ma è vero: gli italiani all’estero portano la cucina! Da Carrara, ogni volta, porto su del lardo e sebbene gli islandesi avessero dubbi sul mangiare del grasso di maiale vi assicuro che dopo il primo assaggio sono diventati dei fan assoluti. Anzi, se qualcuno volesse esportare lardo di Colonnata in Islanda ci farebbe piacere poterlo acquistare pure da qui!Oltre alla cucina, la cultura. L’Arte».
In Islanda Ilaria ha trovato un amore, il suo compagno che ha visitato Carrara e ha apprezzato la città.
«Lavoro con islandesi e non mi è mai capitato di sentirmi discriminata o sottovalutata, cosa che ahimè spesso mi accadeva quando ai tempi del mio negozio a Marina spesso alcuni clienti cercavano il titolare o mettevano in dubbio che potessi riuscire a lavorare coi loro animali perché ero una donna e da sola. Il lavoro qui non è un problema. Soprattutto se si hanno delle capacità specifiche, si trova lavoro senza difficoltà. Gli stipendi sono buoni, proporzionati al costo della vita». «L’Islanda è diventata la mia seconda casa ma una parte di me è sempre rimasta carrarina. Mi avevano detto che è sempre buio in inverno (e non è vero, abbiamo luce anche in questi mesi), che le persone sono tristi, non è vero, qui mi trovo davvero benissimo e per adesso voglio proprio restarci».
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