La protesta
Carrara, Piano regolatore del porto, ecco tutte le prescrizioni dell’Arpat
Tra i correttivi raccomandati: la verifica degli obiettivi dell’eventuale ripascimento sommerso e la valutazione delle possibili interferenze con altri progetti legati alla difesa della costa
Carrara In 24 pagine, l’Arpat, l’agenzia regionale per l’ambiente, esprime il suo contributo istruttorio sul Rapporto Ambientale di Vas (Valutazione ambientale strategica) del Piano Regolatore Portuale. In via preliminare, si sottolinea che dovrebbe essere chiarito se il cold ironing sia effettivamente previsto o meno: il cosiddetto cold ironing è una soluzione proposta per ridurre le emissioni a effetto serra prodotte dalle navi che attraccano in porto. Arpat ritiene necessaria la caratterizzazione delle acque marine (stato ecologico e stato chimico) all’interno delle attuali strutture portuali e nelle aree di sviluppo del Prp, con valutazione dell’eventuale esportazione di contaminazioni ed alterazioni verso il corpo idrico “Costa della Versilia” negli scenari futuri. Stringenti le osservazioni sulla qualità dell’aria e le emissioni in atmosfera. Si ritiene infatti opportuno che il Quadro conoscitivo sia integrato con una descrizione dello stato delle emissioni dalle sorgenti presenti nell’area oggetto di studio, almeno in relazione agli inquinanti caratteristici delle attività svolte in ambito portuale (almeno ossidi di azoto, ossidi di zolfo, PM10, PM2.5). Si fa notare che nel Rapporto ambientale lo stato della qualità dell’aria ha dati del 2020, si chiede che venga aggiornato con quelli del 2022. Inoltre si chiede di riprogettare le campagne di misura per la caratterizzazione della qualità dell’aria.
Nel capitolo sui possibili effetti significativi sull’ambiente, Arpat osserva che c’è “indeterminatezza delle caratteristiche dei sedimenti e dei quantitativi nelle diverse fasi di realizzazione del Prp, e anche in riferimento ai possibili utilizzi emergono elementi di ulteriore incertezza”. Lungo l’elenco delle azioni ritenute necessarie, fra le quali “ una rivalutazione della classificazione dei sedimenti oggetto degli eventuali dragaggi; la verifica degli obiettivi dell’eventuale ripascimento sommerso rispetto all’effettivo apporto di sedimenti sulle spiagge emerse del litorale di Marina di Massa; la valutazione delle possibili interferenze con altri progetti legati alla difesa della costa e, in particolare con il progetto di “Masterplan: Opere di difesa costiera tra il Fiume Frigido e il Fosso Lavello” presentato dal Comune di Massa e con il “progetto di dragaggio del porto di Marina di Carrara con utilizzo dei sedimenti marini dragati per il ripascimento della spiaggia sommersa nel tratto compreso tra le foci del Fosso Ricortola e del Fosso Brugiano nel Comune di Massa e con immersione deliberata in mare in un’area marina oltre le 3 miglia nautiche dei sedimenti marini dragati non idonei per il ripascimento” presentato da AdSP-Mlo (attualmente sottoposto a verifica di assoggettabilità a Via); l’analisi dei fattori di rischio e dei possibili impatti determinati dal preventivato raddoppio dei traffici marittimi sulla qualità delle acque costiere, sugli ecosistemi e la biodiversità marina e sulle risorse ittiche”.
Capitolo rumori. L’Arpat ritiene che le previsioni di Prp possano essere considerate compatibili con la normativa di acustica ambientale a condizione che il Rapporto Ambientale o le norme tecniche di attuazione del Prp prevedano fra l’altro “la valutazione della fattibilità dell’inserimento delle barriere antirumore nelle zone di interfaccia porto-città, e la previsione della stesa di asfalto speciale antirumore su tutte le infrastrutture stradali che saranno realizzate ex novo o modificate in attuazione delle previsioni di Prp”.l
M.B.
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