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Carrara, la Venere apuana piace alle gente: «Bellissima», «Non è mica oscena»

di Manuela Orsini Merani
Carrara, la Venere apuana piace alle gente: «Bellissima», «Non è mica oscena»

I pareri: si rifà alle statue del paleolitico; ricorda tanto l’arte di Botero

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 CARRARA. La “Venere apuana” opera di Franco Mauro Franchi campeggia con le sue burrose forme femminee proprio davanti all’Accademia di Belle arti. Tanti l’hanno vista, chi di sfuggita chi più attentamente nella sua posa che a detta di alcuni è un po’ audace. Alcuni l’hanno fotografata con uno impulso votato all’amore per l’arte e altri con uno spirito goliardico. Sui social imperversano diverse scuole di pensiero in relazione a ciò che oggettivamente rappresenta la scultura: una venere nuda in una posa classica.

Diamo voce ai cittadini e ai passanti in centro, proprio in prossimità dell’oggetto delle tante discussioni. Incontriamo Selene Bertagnini che tiene a specificare che è una grafica e la sua è una opinione personale: «Non trovo la posa così oscena, nell’arte ci vuole una certa elasticità, si rifa alle statuette del paleolitico. Allora tutte le veneri legate alla lunigiana a Pontremoli dovrebbero essere coperte, è un simbolo alla fertilità. Non so se è stata ponderata la scelta di collocarla davanti all’accademia o avevano in mente di posizionarla in un'altra zona dove la sua estetica poteva acquisire un altro valore. Pensiamo a un criterio di valorizzazione della nostra arte, ci vuole un criterio altrimenti è uno spreco». Anche Luca De Marchi non rileva un segno di volgarità nella scultura e suggerisce:«Sarebbe bello mettere più sculture ovunque a Carrara, realizzate anche degli studenti dell’accademia. In città non ce ne sono tante, anche in Piazza d’armi e altri luoghi». Anna Felsini in aggiunta mette in luce un altro punto: «La questione non dovrebbe essere limitata a una scultura in città, ben vengano anche più sculture, soprattutto in questa zona che dovrebbe essere votata per antonomasia all’arte. In questa zona come Piazza Gramsci c’è necessità di più sculture, non dimentichiamoci che Carrara ha ospitato Michelangelo e dovremmo avere arte in ogni angolo della città come altre località vicine». Una parente dello scultore Dazzi, la signora Assunta Capitani ci dichiara fin da subito che ama l’arte e in famiglia di certo non ne sono a digiuno: «Mio suocero era uno scultore, anche la mia nuora dipinge, ma non mi piace la posizione della scultura».

Nettamente opposta l’opinione di Corina Ghinjul, di nazionalità moldava ma che vive a Carrara fin da piccola e ci racconta che a breve si laurerà in accademia: «A me piace la Venere apuana ed è perfetta davanti all’Accademia, mi ricorda tanto lo stile dello scultore Botero, amo particolarmente le sue sculture».

Ci allontaniamo di pochi passi e nella vicina piazza Gramsci intento a leggere il Tirreno incontriamo un altro cittadino Bruno Del nero che anche lui sembra aver apprezzato la bellezza scultorea della Venere.

«Secondo me va bene davanti all’accademia, se è volere anche dello scultore. Quante opere hanno posizioni di questo tipo nell’arte e allora?, Ho letto che alcuni l’hanno paragonato allo stile di Botero, tante delle sue sculture sono in centro a Pietrasanta».

Facciamo un salto in pasticceria da Caflish dove le opinioni sono varie al riguardo tra le quali quella di Stefania Miraglia solleva un ulteriore punto di vista: «La trovo bellissima. Per me non è oscena nè la scultura di per se, né la sua posizione, sta benissimo collocata in quel punto altrimenti cosa dovremmo dire del David agli Uffizi, o di altre sculture. Se si vedono i falli va bene così invece non va bene?»

Anche la titolare di Caflish la signora Trudy si è voluta aggiungere alle considerazioni, a sua detta è la posa della scultura che non risponde a un messaggio opportuno in questo periodo a fronte anche degli ultimi fatti di cronaca. In generale quella che vince è la libertà di cui si nutre l’arte e che anima gli spiriti di tutti gli artisti.


 

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