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Carrara, proteste per la Venere Apuana: «Spostatela, oscura Pietro Tacca»
Critiche dall’ex presidente della circoscrizione e dall’architetto Lenzi. Nel mirino anche la «posa audace non condivisa da tutti». E si propone una riunione pubblica sul tema
CARRARA. Oltre ad essere stata, involontariamente, il “casus belli”, per dirla in altre parole, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, delle dimissioni da presidente della commissione cultura della presidente Maria Mattei (per un passaggio nella delibera dell’installazione in merito al “parere informale” raccolto), la “Venere Apuana” di Franco Mauro Franchi fa discutere anche per la sua collocazione. Già, in via ufficiosa, si sapeva di un non particolare gradimento da parte dell’Accademia, anche se non esplicitato pubblicamente, mentre adesso il dissenso arriva anche in modo formale.
Gianpaolo Pezzica, ex presidente della Circoscrizione Carrara Centro (2002-2012), ricorda che «L'area dove è stata posizionata la scultura anni fa era sede di un'edicola di forma rettangolare con struttura metallica che data la notevole dimensione impediva la visualizzazione della facciata del palazzo del principe, oggi sede dell'Accademia. L'edicola fu fatta erigere dallo storico commerciante Giorgio Bertoli a sostituzione della piccola esistente di forma cilindrica in stile "Liberty" e poco invasiva. Con l'avanzare dell'età e dopo una lunga vita da edicolante - ricorda Pezzica - Bertoli cedette l'attività ad una coppia di giovani. Nel 2007, durante il mio secondo mandato di presidente della circoscrizione di Carrara centro (sindaco Zubbani), ebbi ad occuparmi di una nuova sistemazione urbanistica dell'area e relativo giardino di cui sopra. Il progetto presentato in Circoscrizione prevedeva lo spostamento dell'edicola sul lato via Verdi creando un apposito spazio nel giardino dove si trova il monumento di P.Tacca, pregevole opera di Carlo Fontana installato nel 1900. Il monumento stesso avrebbe dovuto posizionarsi dove l'edicola, davanti all'ingresso dell'Accademia, certamente con una visibilità migliore rispetto all'attuale per di più oggi soffocato da una enorme magnolia. Il progetto non ebbe corso a seguito delle rimostranze del giovane edicolante che riteneva di venire penalizzato nell'esercizio della sua attività. Passarono pochi anni e il giovane commerciante cessò l'attività. L'edicola fu poi demolita e il piano di posa è oggi utilizzato quale sede della scultura "Venere Apuana"». Dopo la promessa, «Quale cittadino di Carrara mi sento in dovere e nel pieno diritto di dissentire sulla collocazione della scultura moderna molto vicina al monumento di P.Tacca. Lo storico monumento viene completamente annullato dalla presenza della grande scultura. La prima domanda che mi pongo è se la scultura, certamente discutibile per la posizione anatomica del nudo, è stata posta per una temporanea esposizione dell'autore o se rimarrà in forma definitiva. E in tal caso dispone di necessaria autorizzazione della Sovrintendenza?», chiede Pezzica.
Anche secondo l’architetto Carlo Americo Lenzi, cooprogettista della terza mostra Nazionale del marmo del 1968, oggi Museo del marmo, la Venere Apuana «oscura la storica scultura di Pietro Tacca di dimensioni minori. Senza entrare nel merito di chi l'ha voluta, e di chi ha dato il permesso, occorre evidenziare che nella sua formosità mediterranea a gambe aperte, provoca l’identità dei cittadini di Carrara che la osservano in una posa audace non condivisa da tutti. Di fronte all’atto compiuto Carrara ha bisogno di una riunione pubblica per decidere se rimuoverla o spostarla in altro luogo. In quanto Carrara capitale mondiale della scultura in marmo ribadisce che “i diritti dell’arte finiscono dove iniziano i diritti storici dei cittadini sui propri monumenti”, come avvenne durante l’ultima biennale del 2010 dove l’artista Cattelan voleva sostituire la grande scultura di Mazzini davanti all’accademia, con la scultura di Bettino Craxi, e cio non fu permesso!».
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