Il Tirreno

Il caso

Carrara, inseguita dal compagno si rifugia in discoteca

di Giovanna Mezzana
L'ingresso della discoteca Swamp di via del Bravo a Nazzano (Foto d’archivio)
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L'ingresso della discoteca Swamp di via del Bravo a Nazzano (Foto d’archivio)

Gli agenti della sicurezza fermano lui all’ingresso e cercano di calmarlo. Poi lei chiama il 112

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CARRARA. È la notte tra venerdì e sabato, è all’incirca mezzanotte e mezza e siamo alla periferia della città. Una giovane donna si infila – correndo – dentro la discoteca Swamp di Nazzano: sembra che abbia scelto quel luogo, che è un locale pubblico dove si balla e ci si diverte, come un rifugio.

Non mancano i testimoni di ciò che stiamo per raccontare, segno che certi episodi non passano inosservati, forse anche alla luce della tragicità con cui è stato celebrato il 25 novembre, Giornata per internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

«Era mezzanotte e mezza/l’una di venerdì – racconta Martin Cherubini, collaboratore esterno della discoteca Swamp e fratello del titolare Andrea – quando una ragazza, di circa 30 anni, entra correndo nel locale. È inseguita da un uomo, forse di qualche anno più adulto di lei. Lei entra ed io e il personale dell’Agenzia di sicurezza Opera fermiamo lui all’ingresso del locale».

L’altolà, spiega Martin Cherubini, è la risposta al timore che tra i due potesse sfociare un litigio: quindi a tutela di tutti. «Lui era agitato – racconta ancora Martin Cherubini – e lamentava il fatto che lei stesse in discoteca. Credo che fossero una coppia, o forse un’ex coppia». Forse, secondo l’uomo, c’è un motivo familiare per cui la donna non doveva essere lì: ma non emerge chiaramente.

«Lei era dentro la discoteca – dice ancora – e a quel punto abbiamo chiesto a lui se poteva allontanarsi: non volevo che si creassero le condizioni perché riprendesse un eventuale litigio tra lui e lei. A quel punto lui è andato via».

Ma non è finita lì.

«Dopo una ventina di minuti, però – riprende il suo racconto il fratello del titolare dello Swamp – l’uomo è tornato all’ingresso del locale. Ho pensato: “Non ha accettato la cosa, è ancora innervosito”».

Tant’è «che ha cominciato a insistere: voleva entrare per forza in discoteca». Ed è così che Martin Cherubini e il personale della sicurezza dello Swamp cercano di dialogare con l’uomo, di tranquillizzarlo, di convincerlo ad andare via, e anche, se possibile, di stemperare i toni.

È a questo punto che «la ragazza è ricomparsa, si è fermata sull’uscio e ha chiamato il 112».

A Nazzano sono dunque arrivati i carabinieri che hanno potuto constatare che il litigio tra la coppia o la ex coppia era già rientrato anche senza il loro intervento.

Insomma è tutto finito nella notte e senza alcuna denuncia per nessuno: forse grazie anche all’approccio attento del personale della discoteca.


 

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