Gioco
Carrara, ordinanza di inagibilità per lo stabile di Avenza. Le indagini: le accuse ad Andrea Marchi
Notificata a 18 persone e all’Erp, obbligo di lavori di ripristino. Sono due i reati contestati a Marchi, sequestrato il cellulare
CARRARA. La sindaca ha firmato l’ordinanza di inagibilità dello stabile di via Pucciarelli n. 11, ad Avenza, a seguito dell’incendio con esplosione di sabato scorso. Nell’ordinanza si ricorda che a causa del rogo molti condomini anche dei piani superiori erano affacciati alle finestre poiché la nube di fumo aveva invaso i loro appartamenti ed erano impossibilitati ad usare il vano scale, e che l’intervento dei vigili del fuoco è valso al salvataggio delle persone che con l’ausilio dell’autoscala sono state fatte evacuare sia dal lato di Via Europa , che da Via Pucciarelli.
Al termine dell’intervento di spegnimento l’ing. Tonazzini dei Vigili del fuoco dichiarava inagibile l’edificio. E aggiunge la sindaca, nell’ambito delle sue competenze di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità e la salute dei cittadini, ecco l’ordinanza con alcune prescrizioni.
A quindici persone (i nominativi per motivi di riservatezza sono coperti da omissis, e abitano sia al civico 11 che al n. 9) e all’Erp, per quanto di competenza, è fatto divieto di accedere all’intero fabbricato; «per poter far ritorno alle singole abitazione dovranno essere conclusi i lavori di ripristino che per ogni appartamento verranno indicati dal tecnico incaricato e dovrà essere consegnata relazione di tecnico abilitato attestante il ripristino delle condizioni di sicurezza di ogni singolo appartamento»; ad altri tre proprietari, sempre più Erp, si ordina di presentare, entro sette giorni dalla notifica dell’ordinanza una relazione a firma del tecnico abilitato che relazioni in merito all’intervento di messa in sicurezza dell’intero immobile che si intende attuare».
In tutto quindi sono diciotto i soggetti, più Erp, destinatari dell’ordinanza della sindaca. Contro l’ordinanza è possibile fare ricorso al Tar, ma in caso di inadempienza sarà fatta denuncia all’autorità giudiziaria, ai sensi dell'art. 650 del codice penale (innoservanza dei provvedimenti dell’autorità).
E intanto, si alza il velo anche rispetto all’inchiesta della magistratura. La pm titolare, la dottoressa Elena Marcheschi, avrebbe contestato due ipotesi di reato a carico del 57enne Andrea Marchi detto Tersilla. E cioè, l’articolo 423 del codice penale, Incendio (Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni. La disposizione precedente si applica anche nel caso d'incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica) e i l 586, lesioni come conseguenza di altro delitto (o anche morte, ma per fortuna non ci sono state vittime). Emerge inoltre che la magistratura ha messo sotto sequestro l’appartamento dal quale è partito l’incendio, oltre al cellulare di Marchi e i resti della tanica rinvenuti dai vigili del fuoco, tanica dalla quale presumibilmente sarebbe partito il rogo, con una dinamica ancora da decifrare e che, come scrivevamo ieri, solo il diretto interessato potrà chiarire quando, speriamo, sarà uscito dal coma farmacologico in cui si trova a Cisanello; Marchi ha anche una frattura al femore sinistro.
Inoltre sono cinque in realtà le persone che sono dovute ricorrere alle cure dei sanitari, oltre a Marchi stesso, e cioè tre inquilini dello stabile (uno di origini straniere, e due signore carraresi), oltre a due agenti di polizia. Quindi, al momento, sarebbero cinque le persone lese per l’incendio.
Ricordiamo che subito dopo il rogo erano state evacuate 27 persone, di queste, alla fine, diciotto hanno trovato una sistemazione autonoma, mentre di 9 se ne sono fatti carico i servizi sociali del Comune, con l’aiuto - come aveva sottolineato la vicesindaca e assessore al Sociale Roberta Crudeli nell’immediatezza dei fatti- di don Marino Navalesi e la parrocchia di San Pietro, che subito aveva messo a disposizione l'oratorio, e poi per l’accoglienza ha aperto le porte della casa del pellegrino, dove si trovano ancora quattro persone; cinque sono all’ex San Giacomo.
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