Ucciso in spiaggia a Marina di Massa, c’è un indagato. La moglie Lucia: «Ora voglio giustizia»
La salma del 51enne verrà trasportata in Marocco. La donna: «Voglio sapere chi ha ucciso il padre dei miei due figli»
MASSA. Gli inquirenti sono convinti che sia stato lui ad accoltellarlo e a ucciderlo, ma stanno ancora raccogliendo le fonti di prova necessarie per chiedere al giudice delle indagini preliminari una misura cautelare. E si tratterebbe di un conoscente, se non addirittura di un amico, di Noureddine Nakir, il 51enne di origine marocchina ucciso sulla spiaggia davanti a piazza Bad Kissingen nella notte tra il 27 e il 28 ottobre.
Tre giorni dopo, il medico legale Marco Di Palo ha eseguito l’autopsia sul corpo e si è preso sessanta giorni per la relazione, ma è stato subito chiaro che a causare la sua morte sarebbe stata una coltellata all’arteria femorale.
Nakir, dal punto in cui è stato colpito, sulla spiaggia davanti al bagno Ginevra dove il giorno dopo, nonostante la notte di pioggia, c’era ancora la chiazza di sangue, ha percorso una ventina di metri nella speranza di raggiungere la strada, ma è crollato prima. Lo ha trovato a terra, agonizzante, un connazionale, più anziano di lui, che ha dato l’allarme. All’arrivo dei soccorsi il 51enne era già morto.
Oggi alla moschea di Pisa si terrà una cerimonia organizzata dalla comunità marocchina, poi la salma verrà trasportata all’aeroporto di Bologna e da lì a Casablanca, in Marocco, dove vive parte della sua famiglia.
La moglie (da cui era separato) e i tre figli invece sono in Italia (eccetto uno dei figli che vive in Spagna). Vivevano a Prato, ora stanno a Foggia. «È una notizia che ci ha turbato molto, anche se noi due eravamo separati e stavamo divorziando - racconta a Il Tirreno la moglie Lucia Antoniello -. È una morte orrenda e ci sconvolge sapere che è successo a lui, il padre dei miei figli». Lucia ha già contattato un avvocato per poi costituirsi parte civile in un eventuale processo. «Adesso voglio giustizia - dice - : voglio sapere cosa è successo e chi lo ha ucciso».
Pochi giorni dopo l’omicidio, gli uomini della squadra mobile che stanno indagando sono tornati sul luogo e hanno trovato il coltello utilizzato dall’aggressore. Era abbandonato in un cespuglio in piazza Bad Kissingen. Nakir viveva lì da maggio, in una tenda di fortuna che sicuramente non avrebbe retto a queste giornate di maltempo. Ci sono diverse telecamere nella zona ed è da lì che gli inquirenti sono partiti.
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