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Lapideo

Cava caducata, il Tar conferma che il marmo si può vendere

di Giovanna Mezzana
Cava caducata, il Tar conferma che il marmo si può vendere

Fiordichiara B, sì al commercio di ciò che è già stato escavato

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La Cmv Marmi srl può andare avanti a commercializzare il marmo già escavato: così ha deciso il Tribunale amministrativo della Toscana con un’ordinanza del 7 novembre. È questo il risultato dell’ultimo round su quel ring dove da una parte c’è l’Amministrazione comunale e dall’altra la Cmv Marmi, che è la società che gestisce la cava Fiordichiara B, la cui concessione è stata dichiarata decaduta dal settore marmo del Comune, con un percorso che rappresenta pressoché un unicum – concorda la sindaca Serena Arrighi – nella storia dell’escavazione locale.

Qui i gestori

Insieme alla Ma.Ci Corporation srl, Cmv Marmi aveva di recente impugnato di fronte al Tribunale amministrativo della Toscana tre provvedimenti presi dall’Amministrazione comunale. E cioè parliamo: della revoca di un piano di rientro del debito accumulato dalla società nei confronti del Comune per il pagamento del canone di concessione e del contributo di estrazione, che ammonta complessivamente a circa 470mila euro; la sospensione dell’autorizzazione all’escavazione; la decadenza della concessione.

La novità

Il 7 novembre Il Tar ha accolto parzialmente l’istanza cautelare presentata dalle due società e per il momento ha sospeso uno solo dei provvedimenti del Comune, cioè quello che aveva tra gli effetti il divieto di prelevare dal sito estrattivo il materiale lapideo già escavato. Agli imprenditori è quindi consentito di riappropriarsi dei marmi e di continuare a venderli cosicché – motivano i giudici amministrativi – possano far fronte agli impegni finanziari più urgenti ed evitare nel medio periodo pregiudizi gravi e irreparabili. Con quest’ultimo provvedimento a tutela dell’attività impresa, il Tar ha confermato il provvedimento che aveva preso in via transitoria – aveva consentito ai ricorrenti di prelevare i marmi dalla cava per 15 giorni, fino al 7 novembre – e senza contraddittorio, ancora prima che l’Amministrazione comunale si costituisse in giudizio, passo che invece oggi è stato compiuto. Agli imprenditori invece non è concesso di riprendere a escavare marmo.

Il punto

Il settore marmo del Comune ha prima revocato il piano di rientro – all’appello mancava il pagamento di cinque rate per circa 60mila euro – poi ha sospeso l’autorizzazione all’escavazione e quindi ha caducato la cava. Il ricorso delle società verte sull’ipotizzata illegittimità dei provvedimenti con cui il Comune ha revocato il piano di rateizzazione e, di conseguenza, ha revocato la concessione della Fiordichiara B e, infine, ha sospeso l’autorizzazione all’attività estrattiva.

Prossima tappa

Al netto di colpi di scena, bisognerà attendere il 27 marzo per l’udienza in cui verrà trattato il merito del ricorso presentato. Potrebbe trattarsi di una lunga battaglia tra l’Amministrazione Arrighi e gli imprenditori del marmo che gestiscono la cava Fiordichiara B: il Tar rappresenta del resto il primo grado di giudizio (il secondo è il Consiglio di Stato).


 

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