Il Tirreno

Il lutto

Carrara, mondo del commercio in lutto: morto a 53 anni Massimo Vaira

di Manuela Orsini Merani
Carrara, mondo del commercio in lutto: morto a 53 anni Massimo Vaira

Aveva due attività in zona Stadio. Il ricordo dell’amico chef Bonucelli

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CARRARA. Mondo del commercio in lutto: è scomparso a 53 anni Massimo Vaira, titolare di una rivendita di cialde per il caffè, e gestore di uno sportello della Lottomatica in zona stadio.

Un uomo che si era fatto da solo e che aveva stretto legami di amicizia e stima importantissimi.

«Quando ho saputo la notizia mi è venuto freddo, mi sono messo il maglione- lo chef Massimo Bonucelli parla della scomparsa del suo amico Massimo Vaira - martedí è l'ultima volta che ho letto un suo messaggio, non lo cancellerò mai, gli chiesi come stava andando e se voleva venire a mangiare da me, mi aveva risposto che stava andando "piano piano”. Non ho avuto il tempo di richiamarlo ed è morto. Aveva avuto un tumore a un rene che gli era stato asportato».

« Aveva fatto dei cicli di chemioterapia al Noa che lo avevano debilitato, poi il tumore a un polmone era stato un altro brutto colpo per lui. Non beveva vino, continua a raccontarci l'amico Bonucelli, recentemente aveva iniziato perché seguiva un corso da sommelier era già al III livello, sua cugina è la titolare di Beviamoci su».

Massimo Vaira aveva tantissimi amici e questo proprio per il suo carattere lo raccontano oggi. Appena finita la scuola aveva iniziato a lavorare.

Era diventato un imprenditore, in vialeXX Settembre allo stadio aveva la sua attività di rivendita di cialde per caffè, alla quale aveva affiancato anche un servizio di Lottomatica per pagamenti bollette e fax.

«Era intelligente e molto preparato. -continua a ricordarlo l'amico Bonucelli-Siamo andati a mangiare da un amico, Dario Cecchini, ci ha offerto il pranzo, era una persona con cui potevi parlare di qualsiasi cosa. Quando dipingevo a volte mi diceva te lo tiro in testa il pennello, il nostro era un rapporto familiare ci conoscevamo fin da quando era bambino, in gioventù veniva con la compagnia di San Martino al mio bar Europa».

«A giugno stava un pochino meglio, poi a settembre è tornato fuori un tumore a un polmone. In brevissimo tempo se ne è andato, era come un fratello per me- così lo ricorda Angela Giromini, una delle tante cugine di Vaira -, l'8 novembre lo avevano portato con urgenza al Noa. Alle 22 aveva perso conoscenza, ha passato la notte sedato, aveva tanto dolore al polmone, ma ha lottato fino alla fine. Tanto è vero che diceva che martedì sarebbe tornato a lavorare».

Alle 14 del 9 novembre parenti e amici erano davanti all'obitorio del Noa per l'ultimo saluto.

«Veniva a trovarmi, all'enoteca a fine lavoro. Nelle due settimane era un andirivieni fra ospedale e casa- ha voluto aggiungere la cugina Angela Giromini- non aveva figli ed era figlio unico, suo padre Carlo lavorava alla camera di commercio e la madre Anna Fantoni, da giovane in una casa di cura a San Francesco. Era tenace e positivo, ha seminato del bene nella sua vita».

Molto riservato, c'era per tutti, viveva alla giornata ma non aveva grilli per la testa, amava lavorare e aiutare il prossimo. Non voleva un funerale in Chiesa, né fiori, domani alle 10,30 l'ultimo saluto all'obitorio al Noa, seguirà la cremazione a Turigliano.

Anche l'amica Simona che l'ha aiutato negli ultimi giorni di vita ha voluto ricordarlo come una persona con un grande cuore, che stava affrontando un brutto periodo della sua esistenza.


 

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