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Sanità

Bambino di 10 anni operato al Noa, la mamma: «Siete degli angeli»

Bambino di 10 anni operato al Noa, la mamma: «Siete degli angeli»

Commovente lettera dei genitori a tutto il personale che si è occupato di lui. Che cos’è il percorso Pass

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MASSA. Un grazie con il cuore al personale che si occupa del percorso Pass – acronimo di Percorsi assistenziali per soggetti con bisogni speciali – dell’ospedale delle Apuane è giunto dalla famiglia di un bambino di poco più di dieci anni che si è stato sottoposto nei giorni scorsi a un intervento chirurgico.

La lettera

I genitori del piccolo paziente, dopo la sua dimissione, hanno voluto inviare una nota piena di gratitudine Anna Pedrini, facilitatrice del percorso Pass e, tramite lei, a tutti gli operatori interessati: «Scriviamo – dice la mamma – per esprimere la nostra soddisfazione e gratitudine per la gestione del percorso Pass. Sono stati tutti estremamente gentili, medici, infermieri, Oss, e hanno aiutato il bambino a ricordare questa giornata come un’avventura. Un ringraziamento speciale va, oltre ai medici che lo hanno operato, a lei, che è stata il nostro angelo custode in tutte le tappe della giornata. Nonostante fosse un’operazione semplice, ci spaventava la gestione della parte emotiva del bimbo ma grazie a voi è stato tutto perfetto, tanto che lui lo racconta come un giorno speciale in cui ha fatto una nuova esperienza» Queste belle parole hanno ovviamente riempito di soddisfazione tutto il personale.

Che cos’è

Il programma Pass ha la finalità di occuparsi della presa in carico delle persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale mediante l’attuazione di accomodamenti ragionevoli che consistono in risposte personalizzate e di qualità ai bisogni assistenziali, spiega la referente aziendale del progetto Alessia Praticò, medico dello staff della direzione generale. All’ospedale delle Apuane questo progetto dedicato alle persone con bisogni speciali è partito da quasi due anni. A Massa già molti pazienti con disabilità di vario tipo, che prima avevano difficoltà ad essere curati e assistiti, sono stati quindi sottoposti, nello stesso ambulatorio e in un arco di tempo di poche ore, a un prelievo del sangue, a un elettrocardiogramma, a un’ecografia addominale o ad una visita neurologica, senza turbamenti, né per sé stessi né per i loro accompagnatori.
 

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