Sicurezza
Carrara dà l’addio all’architetta Claudia Bienaimè: «Eri tanta roba, con 20 come te la nostra città sarebbe stata la più bella»
Piazza De André gremita per l’addio all’architetta attivista. «Con più persone come lei la nostra città sarebbe migliore»
CARRARA. «Domenica 5 novembre, lo stesso giorno in cui 9 anni fa il Carrione sfondò l'argine te ne sei andata». Un amico di Claudia Bienaimé sta leggendo il discorso del figlio Lorenzo.
«Quella mattina del 2014 ero con te a scandagliare tutti i tratti del fiume a rischio. Ricordo la tua angoscia e il tuo dolore. Ho visto quanto le persone ti adorassero. Quanto eri la luce di tante persone che avevano perso molto. Ti sei sentita sempre responsabile della tua città e dei suoi cittadini». Una madre se n'è andata via, è stata una donna in grado di trovare la soluzione e di trasmettere a suo figlio valori oltre all'amore nelle forme più disparate. Con tre parole d'effetto chiude il suo discorso Lorenzo:«Sei stata tanta roba mamma».
Una portatrice sana di speranza, l'hanno definita in tanti, che non si è mai lasciata abbattere nella malattia e in altri dolorosi episodi che l'hanno duramente colpita, come la madre malata di Alzheimer. Ha lasciato dietro di sé una traccia indelebile della sua filosofia di vita, contraddistinta da forza morale e interiore e ne è la prova la presenza di quasi tutta la cittadinanza raccolta. Una folla stretta nel dolore ad accogliere il feretro in De Andrè.
Alcune persone erano affacciate alle finestre per darle l'ultimo saluto. Tra la folla, oltre ad amici, colleghi, commercianti, la sindaca Serena Arrighi e la vice Roberta Crudeli unite in un doveroso silenzio. Tanti i giovani presenti, che uno degli amici di Bienaimé, nel suo accalorato discorso, ha definito disorientati. Attimi di commozione, tanti volti amareggiati per questa perdita dietro a occhiali scuri per celare occhi velati da tristezza. Il suo pubblico ha ascoltato ricordi e aneddoti legati al suo trascorso di donna che non si è mai tirata indietro davanti a ingiustizie e incidenti della vita. «Quando venne Spadolini a Carrara – ha raccontato Riccardo Canesi– Claudia scavalcò animosamente la barriera per andare incontro al politico, allora ministro della difesa, fu fermata da un poliziotto anche se le sue intenzioni erano buone. Questo suo impeto e coraggio erano peculiarità genetiche che venivano anche dal padre Ezio».
Definita una costruttrice di ponti tra persone e una distruttrice di muri psicologici e fisici. Tra le difficoltà e le battaglie per i diritti, si era adoperata anche contro la chiusura del Monoblocco. Nell'aria si respirava tutto l'amore di una comunità che ha saputo riconoscere in Claudia Bienaimé la bontà d'animo e l'altruismo di una persona che per il suo ardore e onestà intellettuale non ha guardato in faccia nessuno. Le parole del professore Riccardo Canesi la descrivono come una libera professionista dotata di grande dignità e immensa umanità, sempre pronta a dimostrare il suo grande amore per Carrara e la sua gente. «Nonostante manchi la tua luce, -ha voluto esordire Canesi- sicuramente in tuo onore, e non è un caso, abbiamo avuto oggi una rarissima aurora boreale sulle alpi venet».
Nel 2017 si candidò a sindaco a Carrara e si batté per le troppe famiglie in stato di indigenza, a prova di quanto le tematiche sociali fossero a cuore della Bienaimé. Jasmine Lazzoni ha voluto cantare per ricordare sua zia, dalla sua voce si percepivano attimi di forte commozione. A conclusione la folla ha intonato Bella ciao, fra applausi, lacrime nascoste dai sorrisi di circostanza. Tutti la conoscevano e le volevano bene, «Se a Carrara ne avessimo avute 20 o 30 come Claudia la nostra città sarebbe stata una delle piú belle del mondo." -ha voluto concludere uno dei suoi amici piú cari».
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