Gioco
Massa, stabilimento distrutto quattro volte in 14 anni. Il caso del Palmo Mare
L’imprenditore racconta la sua lotta ad armi impari contro le mareggiate
MASSA. Ha progettato. Poi ha investito e faticato. E infine ha sperato. Ha fatto tutto per quattro volte di seguito, a distanza di pochi anni: adesso deve rimboccarsi le maniche per iniziare il quinto round. Sul ring c’è Enzo Sermattei, imprenditore massese, e la sua impresa che chiede pane al sole e alla sabbia: il bagno Palmo Mare di Ronchi; sul lato opposto del tappeto, ci sono il mare e le sue onde che – come si è visto anche negli ultimi giorni – possono avere una forza implacabilmente devastante. Il caso del bagno Palmo Mare – uno degli stabilimenti balneari più belli della riviera apuana, l’unico in quel tratto di costa che ha anche una piscina – è emblematico di cosa gli operatori apuani della balneazione siano costretti a subire da molti anni. Quello stabilimento è stato già “rifatto” quattro volte, di cui tre a causa di mareggiate: adesso lo aspetta il quinto restyling, di nuovo provocato dagli effetti della forza del mare che distrugge, arraffa e porta via tutto ciò che trova mentre si scaglia.
Il primo investimento
Enzo Sermattei giunge alla guida del Bagno Palmo Mare nel 2004. Lo rifà da cima a fondo utilizzando legno: piace anche per il materiale impiegato il suo “chalet” marino. «Era il luglio 2004 quando si inaugurò – racconta – la nostra prima stagione. Con il bagno tutto nuovo». Casina di guardianaggio usata a mo’di magazzino, bar, ristorante, cabine.
Dicembre 2009
È il Natale 2009 quando subisce gli effetti della sua prima mareggiata: «Nell’inverno 2009 si ebbe il primo “problema”. Con quella mareggiata vennero distrutti bar e ristorante: metà struttura cadde in acqua». Sermattei si rimette le mani in tasca, piega la schiena, e via: rifà sia il bar che il ristorante.
Dicembre 2011
È l’inverno 2011, mancano pochi giorni alle festività natalizie. C’è un’altra mareggiata. «Nel 2011 – racconta ancora l’imprenditore – andò giù la casina di guardianaggio. E abbiamo rifatto anche quella».
Ottobre 2012
Nel 2012 la devastazione giunge in autunno. Ad ottobre: «In quell’occasione fui costretto a rifare una trentina di cabine».
Novembre 2023
E adesso che cosa è accaduto? «Sono stati inondati il bar e il ristorante – racconta ancora – Il terrazzino del ristorante è sparito, è crollato in mare. La casina di guardianaggio è stata sventrata da grossi tronchi di legno e detriti: ci sono due buchi alle pareti. E l’acqua e la sabbia che sono entrati hanno investito il mobilio, i patti, i bicchieri, le tovaglie, le scorte di vino, dentro abbiamo sabbia fino a 50-60 centimetri di altezza. E ancora, le onde hanno sfondato 6-7 cabine. Il giardino è tutto sabbia». Non è stata risparmiata neppure la pedana degli aperitivi: era in legno, 15 metri per 9 metri, davanti alle cabine, ed è stata completamente distrutta. Quest’ultimo incubo è iniziato dopo le 14 di venerdì, «e fino a notte fonda – racconta Sermattei – si è completato il disastro. Tra l’altro già il venerdì precedente si era allagato il parcheggio». E adesso? «E ora pezzetto dopo pezzetto, dobbiamo cercare di risistemare tutto. Non so ancora a quanto possa ammontare la cifra dei danni. Abbiamo già cominciato a metterci le mani, ma non riusciamo ad entrare nella casa di guardianaggio: vedremo come si può fare». E poi? «E poi speriamo che ci lascino i bagni perché il 31 dicembre scade la concessione» e sui balneari pende la spada di Damocle delle “aste” pubbliche previste dalla normativa europea.
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