Il dolore
«Quaranta ore senza luce, senza telefono e stufa»
Il sindaco Ferri: disagi nelle frazioni. Enel: situazione risolta
LUNIGIANA. Quaranta ore senza corrente elettrica. Al buio pesto, senza la possibilità di cucinare e di fare gesti che sono diventati il nostro quotidiano: come accendere la luce, la televisione, il computer, utilizzare il telefonino.
Quaranta ore di disagio. Un tuffo nel passato (non richiesto) che gli abitanti di alcune delle frazioni del mulazzese hanno vissuto a seguito del maltempo che, nei giorni scorsi ha colpito tutto il territorio apuano.
Le storie
Ma cosa vuole dire affrontare la giornata senza l’uso della corrente elettrica? Se al mattino si riesce a cavarsela – questo quanto emerge dalle storie raccolte – cucinando il pasto di mezzogiorno più abbondante e scendendo fino a Villafranca per ricaricare il telefonino al bar, la sera tutto diventa più complicato. E c’è chi ha scelto di coricarsi alle 18, rinunciando alla cena, come la signora Annabell Ross, 58 anni (oggi) e un lavoro alla Britisch school di La Spezia lasciato anche per i disagi dovuti alla viabilità. «Beh, è stata dura – spiega – Sono andata a dormire praticamente nel tardo pomeriggio, tanto non sarei riuscita a cucinare. Era buio pesto, non sarei stata in grado di fare nulla. la cosa più brutta: non avere comunicazione perché era impossibile caricare il telefonino e non c’era davvero altro modo di avere notizie anche su quanto stava succedendo».
Anche per Barbara Maestrelli, 56enne di Gavedo, una frazione di Mulazzo, ha dovuto fare i conti con un appartamento in cui, come lei stessa racconta “tutto è elettrico”.
«Dal piano cottura a induzione alla stufa a pellet, senza corrente non funziona nulla – spiega – Mi sono arrangiata per cucinare andando da mia madre, che abita un po’più a valle, ma anche lei e mio padre hanno avuto tanti disagi. Lui girava con la torcia in testa e la notte doveva accompagnare in bagno mia madre, reduce da un intervento chirurgico».
«Mio marito – aggiunge – fa l’autotrasportatore, l’altro giorno non si era potuto fermare a pranzo. La sera ha trovato di nuovo la casa buia e i fornelli spenti».
Storie di un quotidiano difficile raccolte dai sindaci di una zona, quella della Lunigiana, dove lo spirito di comunità è ancora davvero molto forte. E sono proprio i sindaci a parlare di emergenza.
I sindaci
«Abbiamo diversi fronti di criticità aperti – spiega il primo cittadino di Pontremoli Jacopo Ferri – a cominciare dalle strade della Cisa messe a dura prova dalle frane. Per quel che riguarda la corrente elettrica c’è stata una situazione molto complessa ad esempio nella frazione di Careola dove è mancata la luce dal pomeriggio di giovedì: vi vivono anche persone anziane e fare a meno del riscaldamento è un problema grosso. Sono arrivati due generatori ma il disagio è stato molto pesante».
«Voglio fare un plauso agli operai di Enel che hanno lavorato davvero parecchio per risolvere le criticità aperte – sottolinea Ferri – il problema è lo smantellamento dell’azienda che non ha più una sede a Pontremoli, come in altre zone della provincia. Quando si presentano delle emergenze tutto diventa molto più complicato».
Mancanza di corrente e fronti franosi sono le emergenze che deve affrontare anche il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa: «Un fronte si è aperto sulla strada dei Casoni già interrotta nel 2011. Abbiamo provveduto a un primo intervento e consegnato in Regione il progetto esecutivo redatto insieme alla Provincia. Adesso si rischia di vanificare tutto: ci appelliamo al presidente Eugenio Giani per intercettare le risorse».
Enel
«I guasti verificatisi in Lunigiana sono stati legati a maltempo, allagamenti e caduta di piante soprattutto in Lunigiana – fanno sapere da Enel – Non si tratta di guasti tecnici e sono state messe in campo le forze per la risoluzione. Ieri dal primo pomeriggio la situazione nella provincia di Massa-Carrara era stata risolta».
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