Gioco
Carrara, processo per duplice omicidio a Daniele Bedini, spuntano nuove intercettazioni. I genitori: la pistola non la troveranno mai
Il padre: è una vita che annuso qualcosa che non va, è una vita che spero che cambi qualcosa
Carrara Lunedì ci sarà una nuova udienza nel processo che vede il falegname Daniele Bedini imputato di due omicidi. Il 33enne, secondo le accuse, nel giugno 2022 avrebbe giustiziato Nevila Pjetri e la trans Carla Bertolotti. Nella scorsa udienza, fra gli altri, hanno testimoniato anche i Ris di Parma, che hanno descritto indizi e tracce di sangue individuati sulle auto e le scene del crimine; nella discussione è entrata anche una sigaretta Winston blu con sopra il dna di Bedini («probabilità altissima»), ritrovata nelle vicinanze del luogo in cui era stato nascosto il corpo di Nevila Pjetri. In aula era poi emerso il particolare che durante una perquisizione nell’abitazione della famiglia Bedini era stata trovata una scatola contenente dei proiettili «compatibili» con l’arma dei delitti, una pistola di cui il padre di Bedini aveva denunciato la scomparsa poco prima degli omicidi. La madre di Bedini, forse presa dall’agitazione del momento, aveva infilato la scatola nella tasca dei pantaloni dell’avvocato Reboa. Per quell’episodio, come scritto nei giorni scorsi, l’avvocato Rinaldo Reboa è indagato per tentato favoreggiamento.
Rispetto al processo, la pm Monica Burani ritiene si tratti di due esecuzioni.
Altre intercettazioni
E intanto, emergono nuove intercettazioni. E si riapre il caso della pistola mai trovata.
È il 10 giugno del 2022, l’intercettazione ambientale è sulla vettura dei genitori di Bedini, Stefano Bedini e Paola Menconi. Nel pomeriggio i due coniugi raggiungono il Comando compagnia Carabinieri di Sarzana per sottoscrivere i verbali di perquisizione. Significativo, annotano gli inquirenti, è il commento in auto dei due coniugi mentre stanno tornando a casa in relazione: alla pistola che mai sarà ritrovata; alle telecamere del vicino di casa che hanno permesso agli inquirenti di raccogliere elementi a carico del figlio; alla richiesta d’intervento alla Polizia di Stato la sera del giorno 4 giugno a seguito del furto della pistola.
Bedini S.: se trovi la pistola di chiamarli, chissà dove l'ha infilata la pistola, la pistola non la troveranno mai, non la troveranno mai la pistola
Menconi P.: vedi che loro..(incomprensibile)..sanno tutto
Bedini S.: ci sono le telecamere di R. (il vicino, ndr) che lo riprendono dall'alto il furgone era sotto la telecamera
Menconi P.: (incomprensibile)..
Bedini S.: e c'ero anch'io nei filmati, quando sono andato a prendere la macchina e l'ho portata nel piazzale di là, un attimo prima che arrivasse la Cinzia da fare una figura di m., ma guarda cioè non ho parole, però se uno mi dice ho aiutato ..quello che ho visto io era tutta roba
Menconi P.: vecchia
Bedini S.: roba lisa, vecchia, non c'era niente di pregio, prezioso, te l'ho detto roba per lavarsi i capelli, dentro un sacco, faceva anche schifo, per cui se mi dice ho aiutato dico fino in fondo di no, la targa? si è strappata alla macchina che abbiamo spostato la devo ridare.. eh.. cosa fanno.. ti denunciano che ho trovato una targa? cioè in quella circostanza li così, ignoro di tutto quello che era successo, perché cioè.. non ne ho mica più voglia ..erano robe più grosse che vestiti, più grosse che me.
Bedini S.: è una vita... è una vita che annuso qualcosa che non va... è una vita che spero che cambi qualcosa... mi dici se... se non ho notato qualcosa... ma certo che ho notato qualcosa che non va... come sempre.. come sempre.. ma come sempre come sempre... ma cosa li ho chiamati a fare
Menconi P.: ehhh appunto!
Bedini S.: quelli che abbiamo chiamato.. perché siamo dei rimbambiti? ehh!!.l
M.B.
l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
