Il Tirreno

Il lutto

Massa, muore l’avvocato Rimmaudo: storico difensore dei lavoratori alla Farmoplant e alle cave

Massa, muore l’avvocato Rimmaudo: storico difensore dei lavoratori alla Farmoplant e alle cave

84 anni, era stato il legale in vertenze importanti per il territorio

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MASSA. Gravissimo lutto nel mondo del diritto e della giustizia, per la scomparsa a 84 anni dell’avvocato Giovanni Rimmaudo. Lascia la moglie Angela, i figli Annalisa, Alberto (anch’egli avvocato) e Alessia oltre a cinque adorati nipoti. I funerali saranno domani venerdì alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di San Pio X. Da qualche tempo era stato colpito da un male contro cui ha lottato con grande coraggio e determinazione, sempre assistito amorevolmente dalla famiglia, ma alla fine ha dovuto arrendersi; per chi volesse portare un estremo saluto, la salma è all’obitorio sotto l’ospedale vecchio.

Originario di Palermo, l’avvocato Giovanni Rimmaudo era arrivato a Massa al seguito del padre, dirigente della polizia (qui era stato vicequestore) e qui aveva poi deciso di vivere, pur restando saldamente tifosissimo del Palermo calcio. Nel 2018, quando fu premiato insieme ad altri colleghi per le sue “nozze d’oro” con la toga (in realtà l’abilitazione risale al 1965), raccontando alcune delle cause più importanti che aveva trattato, aveva citato la Farmoplant e la cava Lavagnina. Per la Farmoplant, lui storico avvocato della Cisl ma anche delle Acli, aveva assistito numerosi lavoratori, e così per la cava, era stato al fianco dei cavatori, per i quali aveva poi favorito la costituzione di una cooperativa. Avvocato del lavoro e del sindacato quindi, con tante altre vertenze affrontate nel corso di una carriera così lunga e proficua, sempre dalla parte dei lavoratori, con le Poste ad esempio ma è ovviamente impossibile riferire l’elenco, ma era stato un avvocato civilista e penalista a tutto tondo, facendo valere in entrambi i settori la grande preparazione, la professionalità fondata su basi solidissime. Un professionista d’altri tempi ma che aveva saputo restare eccome al passo con i tempi. In studio, teneva quasi a coronamento di un percorso professionale d’eccellenza, un accordo sindacale controfirmato anche dall’allora ministro Tiziano Treu. Professionalità, ma anche doti umani che trasmetteva ai molti che hanno fatto pratica nel suo studio, e che sempre gli hanno mostrato riconoscenza per quanto avevano appreso sul campo.

Era stato anche docente all’istituto alberghiero, professore rigoroso ma che sapeva farsi ben volere, tanto che quando poi si trovava a frequentare un ristorante in cui gli chef erano stati suoi alunni, lo accoglievano con grande festa e gioia.

La famiglia e il lavoro erano le sue occupazioni principali, ma aveva anche hobby. Già detto del calcio e del Palermo, aveva però anche una vigna e aveva una passione per il mare, per cui aveva avuto un motoscafo, un gommone, barche. La comunità perde una persona di grande spessore umano e professionale.
 

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di Redazione web