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In tribunale

Massa, aggressione davanti al locale: 5 ventenni accusati di lesioni gravi. Cosa è successo quella notte

Massa, aggressione davanti al locale: 5 ventenni accusati di lesioni gravi. Cosa è successo quella notte

Un giovane ha perso in parte la vista, un altro ha avuto un trauma facciale. I coinvolti sono tutti massesi. Via al processo

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MASSA. Loro tre, tre ventenni, sono davanti al locale, il kebab in via Pascoli, a Massa. È oltre l’una di notte, una notte di fine novembre del 2021: la serata è quasi finita. Arriva un altro gruppo di ragazzi, anche loro ventenni, anche loro massesi come gli altri, ma stranamente non si conoscono in una città dove tutti conoscono tutti. Uno di loro guarda i tre ragazzi e grida «cosa avete da guardare così? Lo vedo che ci guardate male». E poi succede tutto in un attimo. Il gruppo più numeroso - sono sette, otto ragazzi - si fionda sull’altro. Partono pugni, viene lanciata una sedia, viene aggredita anche una ragazza che alla fine finisce all’ospedale con una ferita al sopracciglio. Poi uno del secondo gruppo prende il casco e lo tira violentemente addosso a uno dei tre giovani, il fidanzato della ragazza. Lo colpisce in faccia, nell’occhio da cui non vedrà più come prima.

I tre ragazzi aggrediti finiscono tutti e tre al pronto soccorso dell’ospedale Apuane. La ragazza ne esce con dei punti sopra il sopracciglio e una prognosi di quattordici giorni, un secondo ragazzo ne esce con un trauma cranico facciale e una prognosi di venti giorni. Molto peggiore la prognosi del giovane colpito con il casco che, probabilmente, non tornerà più a vedere come prima da un occhio. Ha infatti un indebolimento permanente della vista.

I fatti, come detto, risalgono al novembre del 2021. C’è stata una denuncia, ci sono state indagini. E ieri mattina, per quei fatti, cinque giovani sono comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare Marta Baldasseroni con l’accusa di lesioni aggravate.

I tre ragazzi, le parti offese, sono rappresentati dall’avvocato Claudia Volpi. Quattro dei cinque imputati, attraverso i loro legali, hanno chiesto il rito abbreviato. Rito subordinato alla perizia che dovrà stabilire il danno subito dal giovane. Solo uno dei giovani, difeso dall’avvocato Dino Del Giudice, non lo ha chiesto. Per lui è stata chiesta la prova d’alibi, dal momento che quella notte, a quella stessa ora, il giovane - questa la sua difesa - era da un’altra parte.

È possibile che, dal momento che i due gruppi di ragazzi non si conoscevano prima di quei fatti e che la ricerca dei responsabili è stata fatta perlopiù attraverso i canali social, il giovane sia stato scambiato per un’altra persona. Anzi, è più che probabile. Uno degli imputati avrebbe infatti confermato che non era presente. All’appello, quindi, mancherebbero almeno tre o quattro giovani coinvolti in quei fatti e che non sono mai stati identificati. L’udienza è stata rinviata al 22 febbraio per un vizio di notifica.

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