Sicurezza
Massa, l’immobiliarista dei vip perseguita l’ex socio: in cinque a processo
L’inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile della questura apuana, guidata da Antonio Dulvi Corcione
MASSA. Cinque persone rinviate a giudizio e tre condannate. È questo l’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta davanti al giudice Dario Berrino sul caso Molinari (Simone) , 40 anni, originario di Bellagio (Como) , ma domiciliato anche a Forte dei Marmi, l’immobiliarista dei vip che, secondo la procura, non solo aveva perseguitato l’ex socio in affari, ma avrebbe continuato a farlo anche dai domiciliari. Motivo per cui è scattato un secondo procedimento penale per stalking e atti persecutori (il primo è già in fase dibattimentale) che ha portato a misure cautelari nei confronti di altre otto persone coinvolte a vario titolo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, nell’attività di spionaggio e pedinamento ossessivo nei confronti della vittima e, in questo caso, anche della compagna. Sono: Caterina Lalli, classe 1996, Azeddine Mouddaoui, del1991, Saad Chouiba, 1985, Alessandro D’Avanzo del 1983, Giuseppe Deni del 1962, Andrea Ligorio del 1993, Giada Galletta e Fahd Ennassiri. La posizione di quest’ultimo, 25 anni, considerato il braccio destro di Molinari, è stata stralciata per un difetto di notifica, a giugno.
Sono stati rinviati a giudizio in cinque, appunto: lo stesso Molinari, difeso dall’avvocato David Cappetta, Lalli, Mouddaoui, Chouiba e Deni. Ligorio, D’Avanzo (difeso dall’avvocato Alberto De Luca) e Galletta hanno scelto l’abbreviato e sono stati condannati il primo a cinque mesi e dieci giorni con il beneficio della sospensione condizionale della pena e gli altri due a un anno con la condizionale. Il giudice ha poi revocato loro (e a Lalli) la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese.
L’inchiesta è stata condotta dalla squadra mobile della questura apuana, guidata da Antonio Dulvi Corcione, e prende le mosse da alcune denunce di un giovane imprenditore massese (ex socio di Molinari, come detto) e della sua compagna, che sostenevano di essere pedinati e controllati da persone sconosciute ma riconducibili, a detta loro, a Molinari. Che già aveva un procedimento in corso per stalking.
Gli investigatori hanno fatto scattare nuovamente le indagini che hanno portato all’imprenditore quarantenne il quale, secondo la procura, ha un ossessione per l’ex socio in affari. Secondo gli inquirenti, il 25enne – la cui posizione è stata stralciata – sarebbe stato ingaggiato da Molinari e lui avrebbe messo in piedi una squadra di investigatori che avrebbero avuto il colpito di controllare la vittima 24 ore su 24.
In mezzo, ci sarebbe anche una storia – emersa durante le intercettazioni – di pratiche esoteriche, di riti magici, in cui venivano interpellati maghi dell’occulto (pagati con parcelle dai 2 mila fino a 200 mila euro) per propiziare un riavvicinamento negli affari con l’ex socio. Il processo si aprirà il 12 dicembre.
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