Italia
Carrara, per Con-vivere un’edizione da record
Il Festival cittadino ha superato anche i livelli pre covid. Enrico Isoppi: «È stata l’edizione di maggior successo»
CARRARA. «Non è mai semplice, a caldo, riuscire a quantificare il successo di una manifestazione. Sarebbe impossibile dare oggi i numeri per un festival come Con-vivere a Carrara che sin dalla prima edizione prevede ingressi gratuiti a tutte le iniziative senza biglietti e prenotazioni. È però un festival che vive per la città e nella città. Ed è ascoltandola che possiamo dire che di certo la diciottesima è stata l’edizione di maggior successo. Siamo tornati ai livelli pre-Covid e li abbiamo di sicuro superati, nettamente»: così il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, Enrico Isoppi, traccia un primo sommario bilancio sull’esito della XVIII edizione del festival Con-vivere cercando di ricavare dalla risposta del pubblico e del territorio la stima del successo.
«Non lo diciamo noi – prosegue Isoppi -. In questi giorni abbiamo ricevuto soltanto giudizi positivi. Lo abbiamo visto di persona e negli scatti fotografici che hanno raccontato le quattro giornate, lo abbiamo raccolto dai numeri e i resoconti che arrivano persino dal mondo virtuale che ruota attorno a Con-vivere. Ristoranti pieni, tavoli a cui ruotavano clienti, tanti negozi aperti fino a tardi. La città ha risposto. Migliaia e migliaia di persone per quella che definirei un’invasione gentile della città: nelle vie, nelle piazze e nei palazzi. Ovunque c’era vita, coinvolgimento attivo di tutto il tessuto sociale ed economico nel centro storico e oltre».
Sulla stessa linea la direttrice del festival, Emanuela Mazzi: «Non possiamo che essere soddisfatti per la partecipazione del pubblico, sempre numeroso, e la risposta della città. Abbiamo visto movimento, locali e negozi aperti fino a tardi. È evidente che il numero delle presenze è stato in netta crescita rispetto all’ultima edizione e di certo anche oltre i numeri vissuti dal festival prima dalla pandemia. Si respirava un'aria attenta, partecipata e positiva, in cui l'interesse per la cultura e il sapere si univano al desiderio di stare insieme. Le 200 magliette arancioni hanno portato una carica di energia ed entusiasmo. Alcuni eventi hanno fatto registrare numeri incredibili, basti pensare a Ferraris, Massini, Bergonzoni, Pievani, Boella, Cingolani solo per citarne alcuni. Poi i concerti serali sono andati oltre il sold out e di molto».
Il presidente della Fondazione Progetti, la società che organizza il festival, Roberto Dell'Amico, si unisce a questa soddisfazione: «Un successo del festival e di tutta la città: ringraziamo quindi tutti coloro che lo hanno reso possibile, chi ha partecipato alle iniziative in programma e collaterali, gli enti e gli sponsor che hanno sostenuto la manifestazione nella convinzione e con l’auspicio di poter fare ancora meglio il prossimo anno. Per il festival e per Carrara».
Anche l’ultima delle quattro giornate, domenica, ha visto un susseguirsi di iniziative di successo, fino al clou conclusivo del concerto dei Tiromancino, con il sagrato del Suffragio pieno e tanta gente assiepata nella soprastante piazza D’Armi. Bella l’atmosfera delle quattro giornate, il tutto anche con l’aiuto del meteo e delle belle giornate. In archivio l’edizione 2023 curata dalla professoressa Laura Boella, vedremo nei prossimi mesi quale sarà il tema dopo “Umanità”, tema declinato e sviscerato in modo davvero esaustivo e con grandi spunti d’interesse.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
