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Carrara, pub chiuso dopo le minacce per schiamazzi. In tanti vicini al D/verso: «Ma non riapriremo»
I titolari fermi sulle posizioni dopo lo stop per le parole minatorie in seguito ai presunti rumori notturni
CARRARA. La scelta di chiudere il pub D/verso dopo le minacce è confermata, i titolari non faranno retromarcia. «Chiudo perché è una mia creazione e non voglio che vada in mano a nessuno. Farò altre cose». Cristina Bencivinni del Bar Crema ci riferisce che Mario Piccini ha comunicato queste parole a chi da anni lo segue nella sua attività. Insomma, la manifestazione di solidarietà di sabato sera non è stata sufficiente a far cambiare idea. Una folla di giovani e meno giovani si è radunata fuori dal pub D/verso in tarda serata, verso le 23 di sabato come per dare l'ultimo saluto a un pub che aveva portato colore e vita a Carrara. Con l'intensa mole di lavoro dovuta alla kermesse di Con-vivere, i commercianti, i ristoratori e baristi non hanno rinunciato a dimostrare la loro solidarietà in un abbraccio simbolico, verso questi giovani imprenditori. Così anche loro si sono uniti a questa marea di persone che si sono riversate in Via Loris Giorgi. C'era chi ha intonato dei passi di danza fra la musica del locale, alcuni passanti che erano in giro per Con-vivere si sono soffermati a osservare questa dinamica, una collettiva esibizione en plein air che ha rivelato la forte unione fra cittadini e commercianti. Carrara è una città antica ma è popolata, grazie anche all'Accademia di Belle arti, da giovani che la sera cercano all'interno del centro un possibile modo di incontrarsi e fare due parole.
Sempre in prima linea oltre Cristina Bencivinni sempre sorridente e propositiva, anche lo chef di Osti Tosti, Mario Bonucelli che ci rivela una parentela con Mario Piccini uno dei titolari di D/verso. Tanti i volti noti di commercianti ai tavolini del pub hanno alzato i bicchieri come per dire «non finisce qui», questo è il loro messaggio gridato a gran voce per non abbassare la testa e continuare a lavorare con impegno e sacrificio nella loro amata Carrara. «Mario è il figlio di un cugino di mia moglie-ci ha voluto raccontare Bonuccelli- Anch'io quando ero giovane e avevo il Bar Europa ho vissuto una esperienza simile, si metteva la musica e allora ci mandavano la polizia, all'epoca ero con degli artisti stranieri. Un susseguirsi di contravvenzioni e controlli. Mi dispiace per i giovani di Carrara, mi auguro che non rinuncino ai loro sogni».
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