Il Tirreno

Lutto

Morto a 16 anni dopo la caduta dall’Ape, Gabriel e la passione per il calcio: «Un ragazzo d'oro, che amava questo sport»

Gabriel in una foto con la sorella
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Gabriel in una foto con la sorella

Il giovane militava nella formazione Juniores della Pontremolese: la sua passione lo aveva portato a giocare già con la squadra dei “grandi”. Il dolore del sindaco Bellesi

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LUNIGIANA. Una vita spezzata. Una comunità, l’intera Lunigiana sotto choc. E il mondo dello sport, quello di provincia, fatto di passione e tante speranze che piange una delle sue “leve calcistiche” più promettenti.

C’è tanto cordoglio, tanto dolore, per la morte del 16enne Gabriel Alibeaj. Un ragazzo che tutti amavano per il sorriso, la voglia di vivere e la caparbietà: quella di un “trequartista di visione”, per dirla con termini calcistici. In realtà in questa definizione c’è tutto il mondo di Gabriel, la sua voglia di faticare, avanti e indietro con il pallone, di macinare chilometri e sognare l’esordio nel mondo del pallone che conta.

Nei campi di calcio, dove Gabriel era conosciutissimo, ieri è sceso il colore del lutto. Il 16enne morto dopo l’incidente di martedì notte, a soli pochi metri da casa, era uno dei primi ad arrivare, ad ogni allenamento. L’ultimo ad andare via, quasi non riuscisse a staccarsi dal pallone, sempre a disposizione di tutti, e sempre pronto ad imparare da chi aveva più esperienza di lui.

La sua passione, quella che lo aveva fatto diventare uno degli uomini di punta della formazione degli Allievi regionali della Pontremolese. Gabriel Alibeaj era talmente bravo, ed esperto, che giocava con i ragazzi più grandi: le “stellette” se l’era conquistato sul campo, su quel campo della Pontremolese che da ieri è listato a lutto.

Sospesi tutti gli allenamenti, annullata la gara di Coppa (il ritorno) che la formazione lunigianese avrebbe dovuto disputare con la San Marco. Il mondo del pallone, quello della società in cui Gabriel era considerato una punta di diamante, si ferma. E piange la sua vita spezzata.

Sono poche le parole del presidente Piergiorgio Aprili, raggiunto telefonicamente dal Tirreno all’uscita della camera mortuaria, a Pisa, dove Gabriel era stato trasportato in condizioni gravissime la notte di martedì. «Era un ragazzo d’oro – dice provato il presidente Aprili – La sua passione per il calcio era davvero enorme: era l’ultimo a lasciare il campo, sembrava non sentisse la fatica, la stanchezza. Per i ragazzi più giovani era un esempio, lui che (classe 2007) giocava con la formazione 2006. Aveva saltato le tappe».

Un trequartista “di visione”, così Gabriel era conosciuto nel mondo del calcio della Lunigiana, ma sarebbe più corretto dire dell’intera provincia.

Ma il suo allenatore, Giorgio Chelotti, ieri ha voluto ricordarlo, e piangerlo, prima di tutto come un ragazzo eccezionale. Una vita spezzata nel fiore degli anni. Una giovane promessa del calcio e, soprattutto, un membro di una comunità che non riesce a trovare le parole per esprimere il dolore, il cordoglio alla famiglia, agli amici, ai compagni di squadra.

Il dolore è anche quello dell’amministrazione comunale di Villafranca: il sindaco Filippo Bellesi nella sua pagina facebook, listata a lutto, ha espresso vicinanza alla famiglia del 16enne. E il cordoglio di tutto il comune per una tragedia che ha lasciato tutti sconvolti. Tutti senza parole. Nessuna partita quindi per la Pontremolese, ma non si sono svolte neppure le sedute di allenamento: anche quelle sono state sospese in segno di rispetto per Gabriel e per la sua famiglia. E nel comune di Villafranca è sceso il velo del lutto, un dolore che accomuna tutta la Lunigiana.

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di Redazione web