Proteste
Massa, i comitati scendono in piazza: «Aprite il vecchio ospedale»
Domani flash mob davanti alla prefettura, poi incontro sulla sanità. Gli organizzatori: «Gli investimenti vanno usati per migliorare il servizio sanitario e per abbattere le liste di attesa»
MASSA. Le proteste per difendere la sanità apuana non si fermano. Per domani, dalle 17, è previsto un flash mob in piazza Aranci, a cui farà seguito dalle 18 un dibattito nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale. Lo slogan è: “Li vogliamo aperti”, e il riferimento è al monoblocco di Carrara, al vecchio ospedale di Massa nonché al distretto di via Bassa Tambura che una volta realizzata la casa e l'ospedale di Comunità in via Carducci verrà chiuso.
La protesta fa seguito a quella del 18 agosto avvenuta a difesa del monoblocco di Carrara, che vide un'ampia partecipazione cittadina e diverse sigle vorrebbero replicare a Massa: Movimento 18 Agosto Massa Carrara, associazione Invisibili, Rivogliamo il Monoblocco, Comitato salute pubblica Massa Carrara, Consulta popolare per la sanità Massa, Movimento Lunezia.
Dal loro punto di vista le strutture ci sono già, e i soldi anziché essere usati per nuovi edifici come la casa di Comunità dovrebbero servire per riempire quelle esistenti di personale, strumentazione, servizi sanitari.
I comitati e le associazioni annunciano che chiederanno al prefetto di Massa di intervenire sulla prospettata chiusura del Monoblocco di Carrara ma anche sulla avvenuta chiusura della radiologia del distretto di Massa. Per loro in entrambi i casi si tratterebbe di una grave interruzione del servizio sanitario, e stanno valutando di presentare un esposto.
«Gli investimenti -dichiaranogli organizzatori di questa nuova protesta in piazza- vanno usati per migliorare il servizio sanitario e per abbattere le liste di attesa. Servono assunzioni di personale, serve un rafforzamento sostanziale della sanità territoriale, servono Case della Salute h24, Ospedali di Comunità per le cure intermedie. La sanità non si fa con le imprese del cemento - continuano gli organizzatori del flash mob che prenderà vita domani a Massa -, si fa con personale e strumentazione necessaria. È questo che manca, non nuove palazzine costosissime».
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