Sicurezza
Monoblocco e caos in consiglio comunale: perché fa discutere il piano per la nuova sanità apuana
Nell’ultimo seduta sul futuro del Monoblocco sono state presentate due mozioni da parte dell’opposizione
CARRARA. Sul fronte politico ha tenuto banco per giorni il “caso Monoblocco”, ovvero – traslato sul piano politico, appunto – la “bontà e l’opportunità” di quanto contenuto nel Piano di riorganizzazione dei servizi sanitari ospitati a Monterosso, alla luce delle prescrizioni dei vigili del fuoco che obbligano allo “svuotamento” di gran parte della struttura, incluso il quarto piano dove ha sede il Day Hospital oncologico, la cui somministrazione dei trattamenti chemioterapici verrà trasferita al Noa.
Il tema è delicatissimo perché – nell’immaginario collettivo – riguarda il come-e-dove il cittadino si curerà da qui in avanti: almeno per chi deve/dovrà usufruire dei servizi sanitari oggi offerti dal Centro polispecialistico Achille Sicari. Ebbene, proprio su di una questione tanto “popolare” sembrava essersi innestato in seno alla maggioranza consiliare – dal Partito democratico alla lista civica della sindaca Serena Arrighi – qualche qui pro quo che ha indotto l’opposizione – il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel, per esempio – a parlare appunto di «maggioranza allo sbando». Vediamo come e perché e quale “correttivo” adesso giunge.
Nell’ultimo consiglio comunale straordinario dedicato al futuro del Monoblocco sono state presentate due mozioni da parte dell’opposizione: una dei consiglieri comunali Rigoletta Vincenti e Matteo Martinelli e una del consigliere Massimiliano Manuel che chiedeva di accendere fari su certe questioni. È passata la prima con l’astensione della maggioranza e nonostante il capogruppo del Pd Gianmaria Nardi avesse “aperto” – in un suo intervento nelle pubbliche assise – alla mozione Manuel. Tant’è che quest’ultimo ha commentato: «Ci lascia sconcertati che la maggioranza non abbia voluto dare seguito all’apertura di Nardi, proponendo emendamenti alla mozione, e abbia invece dimostrato fibrillazioni così forti al loro interno, da rintanarsi in un silenzio assordante».
La domanda quindi è: ci sono visioni differenti in seno alla maggioranza – all’interno del Pd e/o nella dialettica con la lista civica della sindaca Arrighi – su di un tema tanto cruciale? A distanza di un po’ di giorni, interviene Nardi, indicato da Fdi come la «voce fuori dal coro». «Il lavoro che la sindaca e le forze di maggioranza hanno fatto nei confronti della Regione per avere certezze sulla vicenda Monoblocco – commenta – ha prodotto risultati significativi. La certezza che ci sono importanti investimenti, così come l’assessore regionale Simone Bezzini ha assicurato, è una garanzia. Abbiamo bisogno di maggiori certezze sui tempi di realizzazione e di un forte anticipo sui tempi proposti dall’Asl. Questo era il senso del mio intervento. Nessuna spaccatura nella maggioranza, ma la proposta che ci sia una struttura tecnica che consenta alle risorse di essere messe a terra in tempi certi e sostenibili».
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