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Carrara, nave Open arms: i senatori del Pd scrivono alla premier

Carrara, nave Open arms: i senatori del Pd scrivono alla premier

Vogliono lumi sul fermo amministrativo

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CARRARA. Resta in primo piano la vicenda della nave Open arms. C’è un’interrogazione del Partito Democratico in Senato che ha come firmatari il capogruppo Francesco Boccia, la senatrice Ylenia Zambito e i senatori Parrini e Silvio Franceschelli.

I senatori chiedono alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Matteo Piantedosi (dell’interno) e Matteo Salvini (vicepremier e alla guida dei trasporti e delle infrastrutture) chiarimenti sul fermo amministrativo imposto alla nave Open arms – nel porto di Marina di Carrara – per la violazione della normativa che vieta di salvare naufraghi in difficoltà in mare dopo l’assegnazione del porto sicuro di approdo in Italia per un precedente salvataggio.

«Il 22 agosto alla nave Open Arms è stato notificato il fermo amministrativo di venti giorni e una multa di 10mila euro per aver soccorso un’imbarcazione in difficoltà, con 132 persone a bordo – scrive la parlamentare democratica mentre si stava dirigendo verso il porto assegnato di Marina di Carrara dopo aver soccorso alcuni migranti su un gommone, come previsto dal decreto legge del 2 gennaio 2023, numero 1».

Si tratta di «Un provvedimento – prosegue – rispetto al quale sono intervenuti criticamente sia il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, che ha indirizzato una lettera al ministro dell’interno Matteo Piantedosi, invitando il governo italiano a considerare la possibilità di ritirare il decreto o, in alternativa, nel corso del dibattito parlamentare, di apportare le modifiche necessarie affinché il testo soddisfi appieno gli obblighi dell’Italia in materia di diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, sia l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, che il 16 febbraio ha rivolto un appello al Governo italiano per chiedere di non approvare il provvedimento».

Nell’interrogazione si chiede di sapere dunque quante volte e per quali motivazioni il Comando generale del Corpo delle capitanerie di Porto di Roma abbia chiesto, dall’entrata in vigore del cosiddetto “decreto legge Ong” ad oggi, alla Open arms e ad altre navi umanitarie di intervenire per salvare i migranti e quanti migranti siano stati salvati grazie all’intervento di queste navi.

E soprattutto chiede di sospendere le sanzioni pecuniarie e amministrative alle navi umanitarie in quanto in palese contraddizione con le continue e ripetute richieste di intervento fatte dalla Mrcc Roma e in contrasto con gli obblighi dell’Italia in materia di diritti umani e diritto internazionale.

Non resta dunque che attendere la risposta della premier e dei ministri Piantedosi e Matteo.

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