Il Tirreno

L’evento

Birra e sapori dell’Africa in città: buona la prima, il centro di Carrara si riempie

di Manuela Orsini Merani
Birra e sapori dell’Africa in città: buona la prima, il centro di Carrara si riempie

All’esordio le due manifestazioni fanno sinergia e conquistano il pubblico

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CARRARA. Ottimi risultati già al primo round in occasione del connubio dei due eventi: “ Carrara centro bier fest e Carrara incontra l'Africa”. Iniziative che guardano a paesi distanti culturalmente e linguisticamente, ma con un comune denominatore: portare tante persone a vivere la città tra spensieratezza e divertimento e tanto lavoro ai commercianti. Tutti felici e con bicchieri di birra in mano, quindi, ma anche a pancia piena perché hanno potuto apprezzare e scoprire sapori tipici della Baviera e dell'Africa, grazie all'impegno dei commercianti aderenti e di tutti i suoi promotori come la Pro Loco di Carrara e l'amministrazione comunale.

Alle 18 la sindaca ha aperto il dibattito “Carrara, porto aperto” sul palco della musica in Piazza Gramsci, con un rappresentante di Open Arms, Sonny Olumati, con una buona affluenza di pubblico.

A fine talk show abbiamo incontrato Sonny Olumati rappresentante di Open Arms, ballerino di professione e attivista dell'associazione "Italiani senza cittadinanza.

Abbiamo chiesto le sue considerazioni in relazione alla manifestazione in città e alla sua visione di integrazione a Carrara. «Positive nonostante i tempi stretti per organizzare l'evento - ha commentato Olumati - Nelle piccole comunità come quella di Carrara penso che si possa fare molto, quello che ho visto oggi in questa città mi ha dimostrato che le comunità sono molto più forti della politica. Io vengo da Roma, là il meccanismo sociale è enorme e lento, è la seconda volta che vengo a Carrara, anni fa ero venuto per la danza, non ho mai visto un'integrazione come qui, ma non solo per gli stranieri che vengono dall'Africa, ma anche di persone che vengono da altre parte d' Italia, e si trovano benissimo qui. Per integrarsi è molto importante imparare la lingua del territorio, ragazzi che sono venuti qui in età adulta sapevano già parlare benissimo l'italiano, usavano un congiuntivo perfetto già dopo 6 anni, quindi nelle piccole comunità proprio per l'esigenza di relazionarsi si impara meglio».

Il clou dell'affluenza si è verificata dalle 22 in poi, ma tante erano le famiglie con bambini piccoli e coppie di non più giovanissimi con le gambe sotto i tavoli a gustare le varie portate proposte dai locali aderenti alla manifestazioni, in particolar modo in va Verdi, via Loris Giorgi, Piazza Cesare Battisti e i locali in via Roma come Bar Crema e Bar La Borsa e di altre zone della città.

Non è mancata gente che ballava in centro, bambini che correvano felici con palloncini bianchi e azzurri, o si piantavano estasiati davanti ai musicisti che si esibivano live. In tarda serata tanti erano i clienti della gelateria Tognozzi in Via Roma, in particolar modo famiglie anche in compagnia di amici a quattro zampe. Aperti anche alcuni negozi di abbigliamento in Via Roma come Black 'n Rose e Doble vintage shop, mentre altri come la gioielleria Gioielli Paladini hanno lasciato le vetrine illuminate, pochi hanno tenuto le serrande abbassate.

Le atmosfere africane che si sono create in Piazza Gramsci, fra i colori dei capi sfilati di abiti tradizionali in tessuto Faso Dan Fani e la musica live e balli ai ritmi dell'Africa si sono sposate perfettamente allo stile bavarese, fra boccali di birra e bretzel.

La libreria storica Bajni ha tenuto le vetrine illuminate. Mondadori Bookstore era aperta al pubblico e l'addetta alle vendite entusiasta ha voluto commentare: «Dalle 21,30 la gente è entrata, è un modo per risvegliare la città e dare brio all'economia locale, tra i clienti habitué ma anche visi nuovi, turisti nel pomeriggio».


 

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