Il Tirreno

Carrara, Don Marino Navalesi e i 20 anni da sacerdote della parrocchia di Avenza. Gran festa giovedì 31 agosto

Carrara, Don Marino Navalesi e i 20 anni da sacerdote della parrocchia di Avenza. Gran festa giovedì 31 agosto<br>

Messa e poi momento conviviale a Casa Pellini

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Carrara La comunità parrocchiale di Avenza, e non solo, si appresta a festeggiare il 20° anniversario dell’Ordinazione Presbirerale di don Marino Navalesi, parroco di San Pietro, Vicario generale della Diocesi di Massa Carrara Pontremoli, presidente Idsc (Sostentamento clero).

L’appuntamento sarà giovedì 31 agosto alle 18, per l’occasione don Marino celebrerà la Messa nella Chiesa di S. Pietro ad Avenza; i festeggiamenti, proseguiranno poi nel giardino di Casa Pellini.

Sarà come dice don Marino stesso, «La festa di tutta la comunità».

Nato a Fivizzano 48 anni fa, nel 2003, appena ordinato dal Vescovo S.E. Mons. Eugenio Binini, fu destinato quale vicario parrocchiale ad Avenza, e dal 2008 ne è diventato il Parroco. Dal 2021 è anche presidente dell’Idsc (Istituto Diocesano Sostentamento Clero) e dal 30 giugno dell’anno scorso, è stato nominato Vicario Generale della Diocesi di Massa Carrara e Pontremoli da S.E. Mons. Mario Vaccari.

Don Marino non ama parlare di sé, ma chi scrive, non può sottacere gli avvenimenti che hanno caratterizzato questi venti anni di apostolato in Avenza.

Ricordiamo ore drammatiche e felici, che hanno segnato fin qui il cammino della suo e Comunità: nel 2015 l’organizzazione, con cadenza annuale dei concerti d’organo, sul Serafino Paoli del 1852, sfruttando appieno la meravigliosa voce romantica dello strumento; nel corso degli anni le rassegne sono diventate un classico del territorio, crescendo al punto tale da richiamare il meglio dei concertisti Europei. Nel 2019 fu compiuto, si può dire, il Miracolo di far rientrare, integro e restaurato, in S. Pietro il meraviglioso Trittico Ringli del Maestro di S. Ivo del 1438 sparito per almeno due secoli dalla Chiesa Avenzina, diviso in tre tavole e poi venduto anche oltreoceano.

C’è stata anche la brutta parentesi del covid che nel ’20 che lo ha colpito, ma come Dio volle, con la preghiera di tutti, ne è uscito felicemente.

Chiediamo al Don quali siano le maggiori difficoltà incontrate in questi quattro lustri con la comunità: «La perdita, purtroppo ineluttabile e dolorosa, di tanti confratelli che tuttora vivono nel mio ricordo».

E quali le soddisfazioni più grandi: «L’affetto incondizionato delle persone che quotidianamente incontro e che mi dimostrano la loro stima ed il loro rispetto».

Appuntamento quindi a giovedì, sia per la cerimonia religiosa che per il successivo momento conviviale, sicuramente saranno in tanti a stringersi attorno a don Marino, un parroco che fin da subito ha saputo entrare in sintonia con la comunità.

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P.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web