Il Tirreno

Movida

Marina di Massa, arrivano i vigili urbani per far spegnere la musica

di Daniela Marzano
L’immagine del Bargoni pieno prima dell’arrivo dei vigili urbani
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L’immagine del Bargoni pieno prima dell’arrivo dei vigili urbani

Era mezzanotte e 20, il Bargoni in piazza Betti era pieno e si è svuotato

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MASSA. L’eterno dilemma: in vacanza per divertirsi o per riposare? A riproporlo con forza sui social è Stefano, barista del Bargoni Lounge Café di piazza Betti in un esasperato post su Facebook, nel quale lamenta che gli operatori sono penalizzati dall’ordinanza comunale che obbliga i locali che utilizzano la musica a cessarla verso mezzanotte, seppur con un discreto margine di tolleranza. Tolleranza che non può arrivare all’una-due di notte come richiesto dai locali, e che comporta l’intervento della polizia municipale con l’interruzione forzata e, nel caso, multe salate. È lo stesso barista a segnalare sui social che a mezzanotte e venti tra venerdì e ieri sono arrivati i vigili, musica spenta. «Come fare svuotare un locale alle 00.20 di un venerdì sera in un estate mai partita a Marina di Massa – recita in sintesi lo sfogo - premetto che il nostro locale è molto frequentato da gente grande che ha voglia di divertirsi e passare una serata diversa dal solito...che viene da Forte dei Marmi, Camaiore, Lucca, Spezia, Sarzana, Carrara e zone limitrofe; noi siamo qua per lavorare». A suo avviso, gli amministratori comunali «non vogliono fare turismo e soprattutto non vogliono creare turismo, facile stare seduti su una poltrona, vivete la vostra città e fatela vivere, fatele lavorare le attività, non distruggetele».

Post che ovviamente ha raccolto in poco tempo più di 150 commenti, i più accesi proprio da parte dei residenti che rivendicano il diritto a un riposo tranquillo, in previsione di una giornata dura di lavoro l’indomani, chi inneggia a un sacrificio da parte degli abitanti per salvare il turismo estivo, chi, proprio in nome di quel turismo, pretende a sua volta una vacanza tranquilla.

E ancora c’è chi propone la soluzione di trasferire il locale in riva al mare o in una zona disabitata, chi mette in ballo il paragone con la riviera romagnola, c’è chi avanza il problema dei rifiuti lasciati per strada insieme a rigetti di contenuti gastrici, non piacevoli da pulire.

Insomma, un problema dalle mille sfaccettature, a quanto sembra anche annoso, specie per il locale in questione, dotato anche di un dehor che lo obbliga, per forza di cose, a portare la musica “in esterno”.

Come in ogni Comune italiano, anche a Massa è vigente un Regolamento di Polizia Urbana, nel nostro caso aggiornato a luglio 2019, dove stabilisce chiaramente, all’art.36 – Tutela della tranquillità pubblica e all’art.37 - Tutela della convivenza civile (anche ai sensi delle leggi vigenti), che è fatto divieto a chiunque di turbare la tranquillità pubblica, in particolare nelle piazze, nelle strade o in altri spazi pubblici, ad uso pubblico o aperti al pubblico; che gli esercenti, specie di somministrazione di alimenti e bevande, hanno l’obbligo di adottare misure volte a contenere i fenomeni di degrado e di disturbo alla tranquillità pubblica; che le attività siano strutturate in modo tale da evitare che suoni e rumori siano udibili all’esterno del fabbricato principale tra le ore 24 e le ore 8 nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi e tra le ore 23 e le ore 8 negli altri giorni.

La titolare

Amareggiata la titolare del Bargoni, Dora Vitrani: «Mi chiedo, in certi casi, se vogliono che chiudiamo tutti. La realtà del Bargoni la conoscete: una clientela adulta, che non crea problemi, e che ha solo voglia di buona compagnia e di divertirsi in modo sano. Sono titolare da 17 anni, e peggio di quest’anno non è mai andata, neanche la prima estate del covid. Ebbene - aggiunge - possibile che a mezzanotte e venti ci si dica: “Una sola canzone e poi basta?”; il nostro dj aveva chiesto di metterne almeno un paio, allungare un po’... Niente da fare. Morale: a mezzanotte e venti locale pieno, dopo nemmeno mezz’ora svuotato. Allucinante. Abbiamo 13 persone a lavorare, ormai si lavora quuasi solo il venerdì e il sabato, con quel mancato incasso ci avrei quasi pagato una persona. Qui non ci sono eventi, la Notte Blu e i fuochi, che sono andati benissimo, non bastano. Sa cosa le dico: se viene qualcuno e mi fa un’offerta lascio. Andare avanti così è impossibile».

Le parole del Ccn

Sentiamo il Ccn – Centro Commerciale Naturale 'A spasso per la costa' di Marina di Massa: qui dicono che i locali che fanno parte del Consorzio si sono adeguati nel tempo alle regole, che prevedono anche la possibilità per i locali di fare richiesta al Comune e all’Asl di due deroghe, ovvero due serate in cui possono far domanda per l’aumento dell’impatto acustico e per la chiusura posticipata dopo mezzanotte.

Osservano: «Le deroghe sono poche proprio per conciliare le esigenze dell’esercente con quelle dei residenti. Si compila l’allegato 6 di richiesta al Comune, si paga eventualmente la consulenza tecnica in tema di impatto acustico (circa 500 euro), un bollettino di 134 euro all’Asl. Noi come Ccn facciamo una deroga complessiva per le manifestazioni in piazza (es. La Notte Blu del 5 agosto della quale hanno usufruito anche chi non aderisce al Consorzio), poi alcune attività, a titolo personale, l’hanno fatta per 1 o 2 volte. Quest’anno non abbiamo ricevuto una multa. È stato sufficiente che i locali che fanno musica la facessero entro mezzanotte e, come attività, non ne hanno risentito. C’è un prezzo da pagare se si ha una attività che necessita di fare musica forte in un centro residenziale, molto abitato come il nostro a Marina. L’alternativa è di adeguarsi alle regole oppure spostare l’attività, come in Romagna, vicino al mare o in zone non residenziali. Comprendiamo sinceramente le esigenze dei singoli esercenti, specie quelli che fanno della movida il loro core business, ma dobbiamo tutti attenerci al regolamento, altrimenti arrivano le multe e l’inevitabile stop immediato».

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