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Imprenditoria

Massa, Rossi apre il suo tredicesimo locale: «Il trucco? Non guardare gli altri»

di Daniela Marzano
Massa, Rossi apre il suo tredicesimo locale: «Il trucco? Non guardare gli altri»

Verrà inaugurata a settembre sull’Aurelia l’ultima attività collegata al noto brand. L’imprenditore: «Di me i clienti si fidano anche se all’inizio può esserci diffidenza»

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MASSA. Verrà inaugurato a settembre in via Aurelia 9, l’ultimo nato della famiglia Rossi, un brand, quello delle Pasticcerie della Rossi Group, che in una trentina d’anni a Massa ha creato molte attività ben avviate nel campo della ristorazione, secondo diverse formule (bar, ricevitorie, pasticcerie, ristoranti, a volte una combinazione tra queste) . Una imprenditoria a cui Massa deve essere grata, non solo per la presenza di bei locali che, nonostante il passaggio di gestione, continuano a funzionare brillando di luce propria, ma anche per la risposta occupazionale, avendo visto negli anni l’assunzione di più di 150 addetti da parte del brand.

Otto saranno i dipendenti assunti nel nuovo locale. Massese doc, il cinquantanovenne Lino Rossi ama il territorio e i suoi abitanti, e non ha mai volutamente investire oltre comune, nonostante il richiamo di Carrara o Forte dei Marmi. Quello di settembre sarà il tredicesimo locale che inaugura, da quando nel 1989 aprì in società una tabaccheria ai Ronchi. Dopo un lungo periodo come impiegato della Bat – British American Tobacco, azienda leader al mondo nel settore di sigarette e vaping, che lo ha portato ad acquisire esperienze aziendali internazionali, decide di aprire una seconda attività nel 1997, la ricevitoria “The winning” diventata bar nel 2000, non distante dall’altro locale “Il Mascalzone” aperto nel 2006, il primo poi battezzato nel 2017 con il brand “Rossi pasticceria” e venduto nel 2020. Sempre nel 2017 rileva il Gilez e nasce la Pasticceria Rossi di via Carducci, la prima dove si prova ad aggiungere al bar la linea panetteria e pranzi veloci (ceduta e tornata Gilez nel 2021) . Nel frattempo, nel 2018, viene inaugurato il locale su viale E.Chiesa il bar Rossi Pasticceria, con un innovativo stile di vetrate aperte e il bancone che guarda al marciapiede, ceduto e diventato “Comunale” quest’anno. Sempre nel 2023 ha cambiato gestione anche il Bar Rossi a Marina di Massa, rilevato da Rossi nel 2021 tornato ora “La Perla”, e il bar “Il Picchio”, anch’esso rilevato nel 2021. Un altro locale con lo stesso format sono stati l’Hippo Caffé in via Carducci, che ha vissuto dal 2003 al 2006, diventato poi Arpagaus nel 2011; e il suo fiore all’occhiello, il “Rossi” sull’Aurelia a Romagnano, nato nel 2021 come bar-pasticceria ma poi rivolto, anche e soprattutto, ad apericene a base di focacce e pizze fatte in casa e salumi di qualità, il quale gode ancora di un grande potenziale. È previsto infatti un suo ampliamento a breve e la sua cessione al momento non è in previsione. Le altre attività che portano la firma di Lino Rossi sono state la Cantina Mercurio, ristorante di cucina tipica e apericene, aperto 10 anni fa e ceduto dopo 3 anni, il lounge bar Dry in Piazza Mercurio, aperto nel 2018 e ceduto nel 2020, infine un bar a Romagnano aperto per due anni, dal 2015-2017.

Lino non ha modelli imprenditoriali a cui ispirarsi: solo il suo istinto, una buona conoscenza del settore ristorazione e delle regole che governano tutto il mondo imprenditoriale, che ha imparato a conoscere bene e applicare nelle sue attività, conseguendo il successo evidente a tutti. «Una cosa che mi caratterizza è che non guardo mai la concorrenza, procedo sempre secondo le mie idee e i miei obiettivi, fortunatamente li ho sempre centrati», afferma. Completa il suo curriculum anche il lavoro alla Dalmine, dall’altra parte nel gioco dei ruoli, che gli consente di rapportarsi con i suoi dipendenti in modo sempre trasparente e onesto. Perché questa serrata compravendita dei locali? «Perché i locali li devi vendere quando ancora sono performanti, senza aspettare il declino. Poi bisogna periodicamente attivarsi per fare piccoli ritocchi e dare al cliente sempre qualcosa di nuovo, un motivo per tornare».

Da dove nasce questa passione per la ristorazione? «Ho sempre avuto passione per la ricerca del cibo di qualità, della scoperta dei prodotti tipici a km0, ma sono soprattutto un imprenditore. È mia figlia Valentina, 27 anni, che invece si è applicata negli studi di alta pasticceria e proseguirà la sua strada investendo a breve con una linea tutta sua». Qual è la ricetta che consente di aprire una buona attività di successo? «Sicuramente affidarsi a una buona squadra tecnica (arredatore, elettricisti, idraulici etc.) ormai affiatata e pronta, studiare bene il luogo dove vorrai aprire in base alla attività limitrofe, alle residenze, al transito e ai parcheggi. Poi un locale ha una vita propria: tu gli dai un indirizzo ma poi si può sviluppare in direzioni diverse e inaspettate. L’investimento finanziario dipende molto dallo stato in cui rilevi l’attività e le migliorie o adeguamenti che devi farci».

Quali sono stati gli ostacoli più duri? «Sicuramente il Covid, che ha ridotto le presenze, e ora la guerra in Ucraina con il conseguente rincaro dei prezzi. Trovo vergognoso e condanno però il modo con cui molti gestori fanno ricadere questo sui clienti: il ritocco dei prezzi, se necessario, deve essere fatto con una logica, non davvero come si legge di questi tempi. La scelta di avvalersi di prodotti più cari o meno (vedi l’olio extra-vergine di oliva irrinunciabile) ricade sulla qualità che vuoi dare ai tuoi prodotti. Un problema trasversale a molti è poi trovare il personale, non per il trattamento economico più che equo che offriamo (i contratti disonesti e ore di lavoro regalate non appartengono alla mia mentalità) , penso piuttosto perché questo è diventato un mestiere non appetibile per i giovani. Devo dire però che i giovani che abbiamo assunto dimostrano una grande professionalità».

È facile fare imprenditoria a Massa? «Per me è facile, si fidano perché conoscono me e il mio brand. Capita, in genere, che se si fa una cosa nuova mostrino una diffidenza iniziale, insita nel loro dna, ma se li conquisti si fidelizzano, ed è per sempre».

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