Il Tirreno

Polemica politica

Carrara, la sindaca: «Qui è il sesto sbarco di Migranti, a La Spezia soltanto quattro»

di David De Filippi
Carrara, la sindaca: «Qui è il sesto sbarco di Migranti, a La Spezia soltanto quattro»

Arrighi: la chiusura degli scali non è fattibile, si arresterebbe un processo storico Sono scesi 196 migranti. Sommariva (Autorità portuale): prevedibili nuovi arrivi

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CARRARA. Attraccata alla banchina del porto di levante alle 8 e 10 circa della mattinata di ieri, la nave Open Arms ha fatto sbarcare 196 migranti, accolti da rappresentanti della prefettura, della politica e delle forze dell’ordine. È il sesto sbarco nello scalo di Marina di Carrara.

Lo sbarco

Assiepati nella poppa dell’imbarcazione, con braccia e gambe di alcuni che sporgevano dal parapetto, i migranti hanno salutato l’attracco con un applauso stanco, forse dettato più dal sollievo, che dall’esultanza. Alcuni di loro hanno presentato patologie come la scabbia e la varicella. Uno sbarco (questo è il sesto, nelle acque di Marina di Carrara) curato nei minimi dettagli con un lavoro di squadra territoriale riconosciuto anche dal prefetto Guido Aprea, che ha sottolineato come dallo Stato fino agli operatori finali, tutti abbiano partecipato ad un processo complesso, ma ben organizzato.

Il prefetto

«C’è già una suddivisione per territorio fatta dal Ministero e dalla Prefettura di Firenze – ha spiegato il prefetto di Massa-Carrara – Ottanta migranti rimarranno in Toscana, settantuno in Piemonte e una trentina in Umbria. I minori non accompagnati, che appartengono a un’altra modalità di accoglienza, resteranno quasi tutti a Massa. In questa provincia non abbiamo riscontrato difficoltà. L’organizzazione è avvenuta con la massima collaborazione delle istituzioni. Abbiamo riscontrato alcuni casi di scabbia e di varicella, trattati a parte e rapidamente». Ci saranno altri sbarchi? «Ad oggi non lo sappiamo. Carrara è porto sicuro da mesi – ha risposto il prefetto – La situazioni e le scelte del Ministero si adeguano ai casi concreti, all’afflusso e recupero de migranti. Noi diamo esecuzione alle disposizioni del Governo e proviamo a farlo nel migliore dei modi».

«I posti li reperiamo attraverso procedure di evidenza pubblica – conclude il prefetto– Procediamo anche con la collaborazione del terzo settore, del Vescovo e della Chiesa, così come di tutte le figure che operano nelle amministrazioni comunali».

La sindaca

«Il ritmo degli sbarchi è impegnativo, sia dal punto organizzativo che economico – ha spiegato la sindaca Serena Arrighi – Ritengo che il responsabile Anci sul tema dell’immigrazione Biffoni abbia evidenziato problemi reali. La chiusura dei porti non è fattibile, perché si tratterebbe di arrestare un processo storico. Gli sbarchi sono aumentati ed è il momento di organizzarsi al meglio, perché altrimenti ricade tutto sulle spalle dei sindaci». Alla sindaca Serena Arrighi abbiamo chiesto perché, secondo lei, il Governo manda a Carrara le navi e se dopo questo sbarco ci sarà modo di opporsi, in caso di saturazione. «Carrara ha dimostrato di essere in grado di ospitare e ricevere le persone in modo degno ed efficace – ha risposto la sindaca – E’ un dato di fatto, però, che se a Carrara ci sono stati sei sbarchi, a La Spezia ce ne sono stati quattro. Un dato abbastanza parlante. Per quanto riguarda ciò che accadrà in futuro, vanno fatte presenti tutte le difficoltà che incontrano i Comuni, soprattutto nell’allocazione dei minori, tutte le spese che ci stanno dietro e tutta la macchina che si muove. I nostri servizi sociali che hanno già di norma un buon carico (su 60.000 carrarini, 1.000 li abbiamo in carico) rende tutto abbastanza pesante. Secondo me bisogna iniziare ad affrontare la cosa non più come un’emergenza, ma come una cosa strutturata su tutto il territorio».

Il presidente Authority

«Abbiamo scelto questa nuova banchina – ha spiegato il presidente dell’Autorità Portuale, Mario Sommariva – perché l’altra era occupato da altre navi. Prevediamo che ci saranno altri arrivi in futuro, non calendarizzati. Presumo, visto che in dieci mesi abbiamo avuto sei arrivi a Carrara e quattro a La Spezia e siamo ad Agosto, che continuerà questo ritmo. E’ un problema strutturale. La tendenza alla migrazione è un fatto storico. Sul fatto che a Carrara ci siano stati sei sbarchi e quattro a La Spezia, rientra tra le decisioni che non spettano all’Autorità Portuale».

L’assessore Monni

Attaccati all’emergenza c’erano cinque milioni che sono già probabilmente finiti – ha ricordato l’assessore regionale Monia Monni. E parlando del governo: – Hanno dichiarato lo stato d’emergenza per dire che questo fenomeno è talmente grande e talmente importante da non essere gestibile. La realtà è che non sono capaci di gestirlo. La dichiarazione di stato di emergenza offre solo la possibilità di adottare procedure più rapide, che noi riteniamo addirittura indifferenti, rispetto alla situazione che stiamo affrontando. Pensate che con la legge Zampa, che è una legge ordinaria, i prefetti di Livorno e Carrara hanno aperto centri di accoglienza straordinaria per minori in due giorni, senza dichiarazioni di stato di emergenza».


 

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