Il Tirreno

Fiaccolata pro Monoblocco. «I partecipanti meritano rispetto»

di Giovanna Mezzana
Un momento della fiaccolata
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Un momento della fiaccolata

Secondo i promotori si è raggiunto un ottimo risultato per l’adesione cittadina. «Asl e Regione devono capire che non è stato un corteo di pancia ma di cervello»

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CARRARA. È soddisfatto per il risultato ottenuto il Comitato Primo Soccorso e Urgenza, promotore della fiaccolata che venerdì sera si è snodata per le vie del centro città – dal palazzo civico a Monterosso – e che, secondo gli organizzatori è stata organizzata «a difesa del Monoblocco»; l’iniziativa scaturisce dal Piano di riorganizzazione dei servizi sanitari che l’Asl nord ovest ha dovuto mettere a punto alla luce delle prescrizioni dei vigili del fuoco che, lo ricordiamo, sono un diktat.

«Ma che successo»

«Abbiamo visto il numero elevatissimo di persone e di associazioni che hanno aderito – dice il Comitato Primo Soccorso e Urgenza – ma anche la loro “qualità”: persone con vite normali, famiglie con bambini hanno seguito il corteo durante il percorso, con correttezza e palpabile commozione». E allora «queste persone meritano rispetto – sottolineano i promotori – da parte di chi gestisce la cosa pubblica, la sanità pubblica territoriale, che è stata troppe volte svenduta e dolosamente tagliata fino ad arrivare a oggi: minaccia di abbattimento del Monoblocco, costruzione di una palazzina nuova (altro cemento), parcellizzazione frettolosa dei servizi sanitari».

L’ufficialità

I timori sono comprensibilmente tanti, anche guardando ad alcune promesse che arrivano dal passato. E alimentano paure in un quadro ormai piuttosto caotico: anzi, «surreale», l’ha definito la Cgil che non ha partecipato alla fiaccolata «perché gli obiettivi non erano chiari e perché voleva evitare strumentalizzazioni», ha spiegato così l’assenza il segretario generale Nicola Del Vecchio. Timori, paure: ma, onor del vero, secondo noi, bisogna anche dire che l’Asl, almeno dopo i verbali e i sopralluoghi dei vigili del fuoco, non ha mai parlato di «abbattimento del Monoblocco». Anzi, stando alle comunicazioni ufficiali dell’azienda sanitaria, l’unico servizio sanitario che sarà trasferito da Monterosso all’Ospedale delle Apuane è la somministrazione dei trattamenti chemioterapici: scelta che è stata accolta con grande favore, come la soluzione ottimale – alla luce dell’impossibilità di rimanere al Monoblocco – da tutto lo staff (sia medici che infermieri) del Day Hospital oncologico e dai pazienti stessi.

La questione verbali

«Stavolta sarebbero stati dei verbali dei vigili del fuoco a scatenare la corsa all’abbattimento del Monoblocco – continua il Comitato con i timori della demolizione – E c’è voluto un accesso agli atti per poterli vedere. Ma intanto davanti alla collettività stupita venivano presentati progetti di trasferimento dei servizi un po’ qua un po’ là e nessuno interveniva per esigere chiarimenti a livello istituzionale». Ecco, bisogna aggiungere, sempre secondo noi, che la sindaca Serena Arrighi, i capi-gruppo, i consiglieri del centrodestra e del centrosinistra del consiglio comunale di Carrara, il sindacato-in toto – dalla Cgil alla Cisl alla Uil – hanno subito richiesto chiarimenti e finanche un cronoprogramma all’Asl. E il prefetto Guido Aprea ha convocato un tavolo ad hoc. E l’Asl ha risposto.

«Perché»

«La Regione e l’Asl devono comprendere che i cittadini sono stati spinti non da una reazione di pancia, ma di cervello», dice il Comitato. Che non fa menzione dell’episodio poco edificante (da qualunque parte lo si guardi) occorso in seno alla fiaccolata: ovvero, momenti ad alta tensione per la comparsa di tre bandiere di partito (di Lega, Fdi, Fi) . Commenta, piuttosto: «Ci stupisce che qualcuno, paludato di cariche pubbliche, si permetta di parlare di populismo nel rivolgersi alla collettività che manifesta. Tutti questi personaggi dall’eloquio veloce dovrebbero capire la situazione presente, se capaci, e portare rispetto alle persone tutte».

 

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