Gioco
Accademia di Belle Arti di Carrara, il gip archivia tutte le accuse contro Luciano Massari
Anche il pm titolare dell’inchiesta aveva chiesto il provvedimento di archiviazione nei confronti dell'ex direttore dell'istituzione carrarese, oggi vicedirettore
Carrara Anche nei momenti più complicati, come quando quattro anni fa arrivarono nella storica sede i carabinieri a sequestrare tutta una serie di documenti, non ha mai perso la serenità: tra esposti, interrogazioni parlamentari, comunicati infuocati, a lungo il professor Luciano Massari, dal 2016 e fino a pochi giorni fa direttore dell’Accademia di Belle Arti, adesso vicedirettore (alla guida c’è la professoressa Silvia Papucci, da lui espressamente indicata come ideale candidata alla successione) è stato al centro di una serie di attacchi concentrici, che hanno anche determinato l’apertura di un’inchiesta della procura. Legata a quella era l’intervento dei militari dell’Arma. Dopo anni di indagini sulla gestione dell’Accademia, contestata negli esposti, però lo stesso pm titolare dell’inchiesta è arrivato alla convinzione che la posizione di Massari sia da archiviare; e il gip dottor Dario Berrino si è detto d’accordo, in quanto “gli elementi acquisiti non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”, risultando infondati.
Insomma, incubo giudiziario finito. Ma su questo aspetto il professor Massari, che è anche uno scultore affermato, non vuole insistere più di tanto. Ha sempre ripetuto che era convinto della correttezza dei suoi atti e dell’Istituzione, restano da capire i motivi di un tale accanimento (forse che un’Accademia che funziona dà fastidio a qualcuno?), accanimento in parte dall’esterno e in parte dall’interno (ma nel 2019 Massari era stato riconfermato da 41 docenti su 45…). Come detto, in tutto questo tempo Massari ha continuato a lavorare per la valorizzazione dell’istituzione, con iniziative anche di grande visibilità come i riconoscimenti a Jeff Koons, Maurizio Cattelan, Massimo Bottura, Marina Abramovic, Cai Quo Qiang e soprattutto con una espansione importante sul piano delle sedi e anche della offerta didattica.
«Ma ancora non basta – spiega Massari - perché abbiamo sempre fame di spazi, con le convenzioni giuste, per poter offrire sul piano didatticp sempre di più e meglio. Come ho già spiegato altre volte, però, la città non riesce a correre alla nostra velocità».
Un dato per tutti: lo scorso anno, su circa 500 domande di immatricolazione, ne sono state accettate solo 220. Per gli altri, semplicemente, non c’era posto. Gli iscritti ad oggi sono 1.150, con previsione in aumento perché nel frattempo sono a regime la sede all’ex pretura in convenzione con la Camera di Commercio, anche l’altro edificio ex Camera di Commercio è già corredato di un progetto per la ristrutturazione, e per il Palazzo delle Cariatidi sono riprese le pratiche per la riconversione, ospiterà la scuola di cinematografia e di design del marmo. In via Chiesa già funziona il laboratorio di grafica d’arte e altri corsi. Non solo, dopo l’inaugurazione del primo studentato nel palazzo ottocentesco di via Buonarotti, l’istituto sta cercando di realizzarne altri.
«Mi piace sottolineare – aggiunge Luciano Massari – il pieno rinnovamento degli uffici in questi anni, il che ha comportato la creazione di 23 nuovi posti di lavoro in organico, a tempo indeterminato; abbiamo un nuovo direttore di ragioneria, abbiamo un direttore amministrativo in sede, l’Accademia è in fermento e al lavoro per crescere ulteriormente sul piano della buona offerta didattica e per l’accoglienza. Il coronamento di quanto fatto è sicuramente l’assegnazione proprio a Carrara, su 25 Accademie in Italia, del Premio Nazionale delle Arti, il che significa che da metà novembre a metà gennaio prossimi avremo qui il meglio della produzione artistica delle Accademie italiane, insieme al ministro dell’Università Anna Maria Bernini, agli uffici ministeriali, a tutto il settore dell’Alta Formazione Artistica e Musicale e alle personalità artistiche che qui confluiranno a ragionare sulle prospettive e sul futuro. Una grande soddisfazione e un grande impegno, ma siamo attrezzati».
Insomma, anche nel terzo millennio l’Accademia di Carrara vuole continuare a svolgere il suo ruolo di riferimento per l’arte e la cultura italiane, forte della sua storia di oltre 250 anni, di un passato che rimanda a professori onorari come Antonio Canova, o presidenti del calibro di Antonio Paolucci, Floriano Bodini, Pietro Cascella. Un tesoro che chiede solo di poter far valere appieno le sue straordinarie potenzialità con nuovi spazi. E magari con meno pressione addosso.l
M.B.
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