Carrara, ha un malore mentre lavora in pizzeria: si accascia e muore a 56 anni
Katia Pezzica faceva le pulizie a La Botte, il locale della cognata
MARINA DI CARRARA. A trovarla a terra è stato il fornaio che ogni giorno consegna il pane. La porta era aperta, dentro non rispondeva nessuno. Lui è entrato e l’ha trovata lì, a terra. Non si muoveva.
Si è avvicinato subito a lei e ha cercato di capire cosa fosse successo, se avesse appena avuto un malore o che altro. Poi ha chiamato i soccorsi. L’ambulanza è arrivata lì in un lampo, ma per lei non c’è stato nulla da fare. Katia Pezzica, carrarese, classe 1967, se ne è andata ieri mattina per un malore mentre lavorava nell’attività di famiglia: a La Botte, pizzeria, bisteccheria, hamburgheria e paninoteca gourmet, in via Venezia a Marina di Carrara. Katia era sorella di Francesco, moglie della titolare, e lì dentro, ieri, stava facendo le pulizie.
Davanti al locale, ieri mattina, c’erano anche i banchi del mercato. E il mercato era affollato come ogni giovedì d’estate. Pieno di turisti e gente del posto. La gente andava e veniva.
Si fermava un attimo davanti al banco posizionato proprio di fronte alla pizzeria e poi ripartiva. Ignari del fatto che una donna fosse appena crollata a terra, da sola, per un malore. Ignari del fatto che, forse, se qualcuno che se ne fosse accorto in tempo, lei si sarebbe salvata. Ma nessuno ha colpa in questa tragedia.
Se non il caldo, quello forse sì. Un mese fa, in un altro periodo di picco di caldo, la Cgil aveva infatti lanciato l’allarme sul troppo caldo nei luoghi di lavoro.
Aveva parlato di aumento di rischio infortuni. L’attenzione era rivolta principalmente alle fabbriche e alle cave, dove le temperature salgono a livelli insopportabili, ma nessuno luogo di lavoro era esente dalla campagna di sensibilizzazione del sindacato. «Ribadiamo - disse Francesco Ventimiglia, CgilMassa Carrara - alle imprese la necessità di mettere la salute e la sicurezza dei lavoratori al primo posto, usando accorgimenti come informare i lavoratori sugli effetti del calore, controllare temperatura e umidità, predisporre aree di riposo ombreggiate, mettere a disposizione acqua fresca, evitare lavori isolati, fino alla sospensione dei lavori utilizzando la Cigo».
Al ristorante lo sapevano bene. L’attenzione alla salute dei dipendenti era ed è pari a quella dei clienti. Ma, stando a una prima ricostruzione, la donna soffriva già di altre patologie. Secondo il medico intervenuto sul posto il caldo ha influito sul suo stato di salute.
Non ci sono dubbi sulle cause naturali del decesso, ma sul posto, come da prassi, sono intervenuti anche gli uomini del commissariato di polizia di Carrara.
La salma è adesso a disposizione dei familiari in attesa dei funerali. Il locale nel frattempo ha chiuso per lutto.
Katia Pezzica era molto conosciuta per la sua riservatezza ma anche per la sua sensibilità. Una donna gentile, sempre disposta a mettersi a disposizione per l’altro. Sia nel lavoro sia nella vita. Stravedeva per la sua famiglia e l’affetto era reciproco. La notizia della sua scomparsa ha sconvolto tutto lo staff della pizzeria, oltre ovviamente alla famiglia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
