Il Tirreno

Il personaggio

Ivana Tram, la drag queen animalista che prende in giro la ex moglie di Trump: «Troppi fingono di non essere quello che sono»

di Daniela Marzano
Ivana Tram, la drag queen animalista che prende in giro la ex moglie di Trump: «Troppi fingono di non essere quello che sono»

Al Premio Lunezia di Aulla porta il suo messaggio contro le discriminazione

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MASSA-CARRARA. Avrà una particolare sensibilità la nuova edizione del Premio Lunezia 2023 che si terrà domani sera in Piazza Gramsci ad Aulla . Su uno speciale red carpet, curato dalla direttrice artistica Marzia Ceriolin, sfilerà Ivana Tram, una delle drag queen più famose d’Italia, e portatrice come sempre di forti messaggi sociali, come, in questo caso, la lotta alla discriminazione e alla tutela degli animali contro i loro abbandoni e maltrattamenti. Nulla si sa dell’alter ego di Ivana, un performer, cantante e imprenditore nel mondo dello spettacolo, volutamente riservato e geloso della propria privacy, mentre va a gonfie vele la visibilità e la notorietà della mastodontica venere bionda, occhi azzurri, dalle misure non proprio da Barbie (130 di circonferenza seno, 68 vita, 130 fianchi), alta al naturale 1,72 ma sul palco sempre con tacco 20, che la rendono un “armadio” di quasi 2 m, con gioielli luccicanti e vestiti appariscenti obbligati a nascondere una struttura mascolina di circa 80 kg, plasmata da una vita in palestra.

«Necessari guanti e maniche lunghe copri-muscolatura, insieme alle protesi e a circa 2 h di trucco, la parte più difficile», racconta Ivana che per il suo personaggio, nato per gioco nel 2013, si è ispirata a Ivana Trump, la vedova dell’ex-presidente Usa scomparsa l’anno scorso, “per il suo look un po’ circense, in bilico tra donna calcolatrice e un po’ svampita”. «Una decina di anni fa inventai questo personaggio molto ironico e autoironico, che mi si è cucito addosso e che in tutte le varie apparizioni e ingaggi, dalle trasmissioni televisive in Rai e Mediaset a feste di compleanno, matrimoni e comunioni intrattiene e fa divertire, riuscendo a dire, in modo oculatamente allusivo e mai volgare, tutto quello che in abiti borghesi non viene spesso detto o ascoltato». Il fenomeno delle drag queen, artisti che si esibiscono in spettacoli vestendosi da donna estremizzandone la femminilità, ha origini lontane. Se non vogliamo scomodare il teatro antico che faceva spesso recitare uomini in abiti femminili, possiamo dare a Renzo Arbore il merito, con le Sorelle Bandiera, di aver portato al grande pubblico un nuovo tipo di show, divertente e ironico quanto basta.

«In troppi fingono di essere quello che non sono, il divertimento è trasformarsi in quello che non vorresti essere» recita il motto di Ivana. «Tutto iniziò quando, con due amici fiorentini come me, decidemmo per Carnevale di vestirci da donna, ma in modo originale. Io mi ispirai a una bionda esplosiva, la rifattona di turno. Passavamo una decina d’anni tra noi, quindi ci definimmo “drag dynasty”, dove io rappresentavo la zia tardona, il mezzano era Lilly Prude (una giornalista pungente) e il più giovane Nonna Betty (parodia della compianta regina). Essendo del settore, ci vidi una potenzialità e iniziammo a fare serate e ad essere sempre più richieste. Poi mi accorsi che il mio personaggio reggeva bene anche da solo e infatti vinsi i titoli più importanti come Miss Drag Queen Toscana 2014 (finalista in nazionale) e 2016 e ho inciso due dischi che sono andati molto bene». «Non è facile impersonare una drag queen: facile scadere nelle banalità o volgarità e trasformarsi in fenomeno da baraccone. Occorre avere un atteggiamento tranquillizzante, usare empatia e farsi amico il pubblico, che è lui poi che ti segue e ti vuole alle feste. Il mio va da 0 a 90 anni e la mia ricetta vincente è mai prendersi sul serio, non alterare la voce e ridere molto di me stessa». A parte tutto, il motore che spinge l’attività di Ivana è l’attività benefica. Il prossimo appuntamento importante la vedrà presentare a Roma il 7-8 ottobre, il Pet Carpet Film Festival (concorso per cortometraggi sugli animali) e tante sono le iniziative di Ivana a tutela degli animali in nome di Cicci, il cane più anziano del mondo alla cui memoria sono dedicate tutte le iniziative.


 

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