Il Tirreno

Sanità

La chemioterapia si farà al Noa. E la sindaca perde la pazienza

di Giovanna Mezzana
La chemioterapia si farà al Noa. E la sindaca perde la pazienza

L’Asl annuncia a sorpresa che i trattamenti oncologici saranno trasferiti a Massa ma per il futuro del Monoblocco un’agenda ancora non c’è. E Arrighi si arrabbia

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CARRARA. Per sottoporsi alla chemioterapia dovranno recarsi all’ospedale delle Apuane i pazienti in cura al Day Hospital oncologico del Centro polispecialistico Achille Sicari di Monterosso: e questo, presumibilmente, a partire dalla fine dell’anno. Il trasferimento della somministrazione dei trattamenti chemioterapici dal quarto piano del Monoblocco al Noa è la novità più importante – anzi, la vera novità sul fronte della salute dei cittadini – che è emersa dalla conferenza dei consiglieri comunali-capi-gruppo in consiglio comunale, che si è svolta ieri a Palazzo civico e a cui erano invitati i vertici dell’Asl nord ovest: il direttore dei presidi ospedalieri Giuliano Biselli e la direttrice la direttrice della Zona Distretto delle Apuane Monica Guglielmi; a sorpresa, perché all’origine non era stato convocato, c’era anche Andrea Mambrini, medico oncologo e direttore del Day Hospital oncologico del Monoblocco: va da sé, per la portata dell’annuncio che lo riguarda direttamente. La seconda novità – politicamente, la prima – è che ha perso la pazienza la sindaca Serena Arrighi, dopo mesi trascorsi a rassicurare la cittadinanza che il lavoro in tandem con l’Asl – «per difendere i servizi sanitari sul territorio» – era pressoché quotidiano.

Il Day Hospital a metà?

Era nell’aria che il “reparto” di oncologia (o almeno il cuore di esso) stesse prendendo la strada dell’ospedale delle Apuane. O di Massa, se vogliamo dirlo con quello spirito campanilistico che – sul fronte della salute (e non solo) – non fa bene a nessuno. E nessuno, però, si era azzardato a dirlo, pubblicamente, almeno fino a ieri. Non piacerà a Cgil, Cisl, Uil – che hanno disertato l’invito per ieri a Palazzo civico, spiegandone il motivo – il fatto che un annuncio così importante sia stato fatto in una conferenza di capi-gruppo quando – per il futuro del Monoblocco – c’è un tavolo aperto in seno alla Prefettura. Ma questa è un’altra questione. La nota di lunedì diffusa dall’Asl nord ovest era “premonitrice”, preparava il terreno: in essa si spiegava che nella futuribile destinazione del Dh oncologico si sarebbe tenuto conto «che i nuovi farmaci chemioterapici necessitano di maggiore attenzione, nella somministrazione e preparazione»; va da sé, di un ambiente ospedaliero. Attenzione però: parliamo delle chemioterapie ma al quarto piano del Monoblocco non si fanno solo chemioterapie. Si fanno anche prelievi e visite di controllo al paziente oncologico. Anche questi verranno fatte al Noa? O il resto dell’attività oncologia – chemioterapie escluse – verrà trasferita al piano terra del Monoblocco, in quella che doveva essere la destinazione inizialmente annunciata dall’Asl per l’oncologia-tutta. e che i pazienti oncologici non vogliono?

Ci sta tutto?

Destinando il cuore dell’oncologia al Noa, si aprirebbe un problema di spazi: almeno questo è ciò che hanno appreso i capi-gruppo ieri. Anche le sale chirurgiche di oculistica e dermatologia – oggi a Monterosso – dovranno essere trasferite al Noa, almeno secondo quanto dichiarato dall’Asl fin da quando l’azienda sanitaria ha cominciato ad alzare il velo sulla riorganizzazione dei servizi ospitati al Monoblocco che deve essere svuotato – causa prescrizioni dei vigili del fuoco – entro la fine dell’anno. C’è lo spazio disponibile per tutto?

La richiesta

E veniamo al fronte politico. Il primo a chiedere ai vertici Asl un cronoprogramma – su cosa-va dove - in che tempi – ieri è stato il consigliere del Movimento Cinque Stelle Matteo Martinelli. «Io voglio avere tra le mani un Piano, un documento – ha detto Martinelli a Giuliano Biselli – che sia scritto nero su bianco, che possa capirlo anche io che non sono un medico e che sia la base per una discussione». Di discorsi, del resto, ne sono stati fatti tanti e le carte in tavola sono state cambiate – guarda le diverse ipotesi per l’oncologia – quando il gioco era già iniziato. Il documento non c’è. E la richiesta avrebbe anche un po’ irrigidito le posizioni.

Qui la prima cittadina

La parola è passata alla sindaca e le sue parole sono state in linea con quelle di un consigliere (Martinelli) che non sempre – quasi mai – viaggia sulla sua lunghezza d’onda. «Sono passati quasi due mesi dall’ultimo verbale dei vigili del fuoco: ora serve chiarezza sul futuro del Monoblocco – dice Arrighi – Non è possibile che ancora dall’Asl non sia uscito un Piano definitivo per la gestione dell’emergenza». Arrighi ha rammentato il comportamento accogliente e dialogante che la sua Amministrazione ha avuto in questi mesi con l’Asl, fin dall’apertura del “caso Monoblocco”. «Abbiamo fatto tutto il possibile per agevolare il compito dell’Asl e per tutelare l’interesse dei carraresi. Il Centro polispecialistico rappresenta un centro nevralgico per tutto il territorio e alimenta importanti ricadute economiche». Arrighi sente il peso della questione: «Il mio impegno è duplice: fare sì che il Monoblocco continui a ospitare importanti prestazioni anche in questa fase, e assicurarmi che, una volta conclusi i lavori, tornino a Carrara tutti i servizi attuali». Poi l’ultimo appello: «Sta all’Asl prendere decisioni definitive, con tempi certi per la realizzazione di esse. Non è più ammissibile sentire parlare ancora di ipotesi progettuali. Parallelamente, mi aspetto da Asl dia garanzie e un cronoprogramma dettagliato anche per la Rsa di Fossone: lì saranno trasferite le cure intermedie, ma prima c’è da concludere un cantiere».

Qualche scadenza

Mentre l’argomento verbali dei vigili del fuoco ieri non è stato toccato, qualche data è emersa: i lavori per la nuova palazzina accanto al Monoblocco partiranno nei primi mesi del 2024. La fine dei lavori è prevista per il 2026/2027. Dire che la strada è lunga è essere ottimisti.


 

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