Gioco
Marina di Massa, il titolare dell’Henderson dopo l’ultima mareggiata: «Così siamo destinati a sparire»
A Partaccia il mare va oltre la quarta fila di ombrelloni
MARINA DI MASSA. Ogni volta che si alza il mare sembra di vedere un film già visto. Le onde sbancano in questo o quello stabilimento, si fa la conta dei danni, si chiedono urgentemente interventi strutturali di difesa della costa; ma poi nei giorni a seguire tutto resta lettera morta, in attesa della prossima mareggiata. Appunto un film già visto: stessi attori, stesso copione. Solo che ogni volta la pellicola, ovvero la spiaggia, si riduce sempre di più. Con il rischio, non più lunare, che prima o poi il mare non si porti via solo ombrelloni e tende, ma anche le strutture.
Ad usare la metafora è Luca Martini, presidente della Compagnia del Mare e titolare del bagno Henderson, in zona Poveromo al confine con Cinquale. Anche lui, con i suoi consociati, è comprensibilmente stremato da questa perenne stasi. La sua serata è iniziata intorno alle 21 di martedì, quando già una tenda era stata letteralmente portata via dalle onde. La notte poi «è stata tragica, basta farsi un giro per rendersi conto della situazione. Il mare da noi è arrivato alla terza fila. A Ronchi il mare è arrivato come sempre alla strada: al bagno Ida ha sfondato, al bagno Europa la situazione è critica come per altri stabilimenti della zona, dove il mare ha inciso sulle strutture». Simili esiti anche da altre parti, come in zona Partaccia dove le onde sono andate ben oltre la quarta fila. «Cosa vogliamo fare? Rifacciamo il solito appello, che i comuni si mettessero assieme, magari con un consorzio come era stato proposto dal sindaco Francesco Persiani». Martini taglia corto, perché gli sembra di ripetere sempre le stesse cose. Ma la situazione inizia a essere drammatica: «Siamo destinati a sparire se non mettiamo in campo qualcosa di strutturale». Gli interventi tampone non bastano, e, anzi, non durano il tempo di un’estate. A inizio stagione, come in passato, sono stati fatti interventi di “riprofilatura” in alcune spiagge. E «quell’intervento è già sparito, da giorni».
Danno e beffa. Mentre il mare cominciava a “rientrare” sul sito del comune di Massa veniva pubblicata l’approvazione del verbale di fine lavori degli interventi di riprofilatura. Beninteso, un passaggio burocratico che fa riferimento a documentazioni dei mesi precedenti; ma che dimostra come simili interventi siano poco efficaci: i benefici non durano neanche il tempo per l’approvazione finale. Eppure, sono costati 380mila euro. Soldi che ogni anno la regione Toscana, competente in materia di difesa della costa, stanzia a favore delle zone più colpite dall’erosione. Ma che poi finiscono buttati in mare.
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