Sicurezza
Massa, tra erosione e mareggiata spariscono 30 ombrelloni. I balneari costretti a mandare via i clienti
Poveromo, i gestori del Nando costretti a mandar via i clienti giornalieri: «Non sappiamo dove metterli e in piena stagione è un danno economico»
MASSA. Si “alza” un po’ il mare, e nel giro di una notte scompaiono una trentina di ombrelloni, con l’inconveniente di dover dire in piena stagione ai vacanzieri: «Scusate, il vostro ombrellone non c’è più».
È successo al bagno Nando, dove nella notte tra venerdì e sabato, è sparita la metà degli ombrelloni: fino al giorno precedente erano una cinquantina. Racconta la disavventura Barbara Palagi, che – con il fratello Dario – gestisce lo stabilimento a Poveromo, comprensibilmente esasperata per questa tegola in piena stagione estiva.
«Venerdì il mare ha iniziato a muoversi, e oggi (ieri, per chi legge, ndr) ci ritroviamo con un buco enorme in mezzo alla spiaggia». Per rendere l’idea: la doccia che di solito si trova in fondo alla passerella, ora svetta in mezzo al mare. Per precauzione, la sera precedente avevano tolto gli ombrelloni, «ma ai nostri vicini, dell’Osteria sul mare, l’acqua è arrivata fino ai gazebo, portandosene via un paio».
Pur messi in sicurezza almeno lettini e sdraio, il mare ha fatto il suo corso, togliendo almeno le prime due file di ombrelloni, più alcuni dislocati lateralmente: l’inconveniente adesso è che non si sa dove mettere i bagnanti. «Stamani (ieri, per chi legge ho dovuto mandar via gli ospiti giornalieri: e già questo è un danno economico; ma con i clienti stagionali non so come fare. Probabilmente faremo a rotazione; alcuni verranno la mattina, altri il pomeriggio. Non sappiamo proprio dove metterli. Come si fa? Non si può metterli in giardino. Non siamo neanche riusciti ad avvisare, perché è successo la notte».
E la preoccupazione non è finita, perché da oggi è previsto che il mare torni ad ingrossarsi fino a mercoledì. «Se mercoledì arrivano due metri d’onda temo che questa volta il mare mi arrivi alle cabine. Io a questi punti non so più cosa pensare».
E il tutto in pieno luglio, alle porte di agosto.
Il problema è l’erosione costiera, che sferza tutto il litorale apuano, o almeno quello a sud del porto di Marina di Carrara. Negli anni sono state fatte opere di mitigazione, come ad esempio le scogliere. Ma i pennelli, specie quelli nei pressi del bagno Nando, non assolvono più al loro compito. Lo dice anche Palagi: «La scogliera non fa più il “suo lavoro”. Di norma ai piedi delle scogliere c’è sempre più sabbia rispetto al resto della cella (ovvero il tratto di costa compreso tra due file di scogli), qui invece no. Gli scogli si stanno inabissando, e andrebbero sistemati». Ogni estate poi vengono fatti interventi di ripascimento o “riprofilatura” delle spiagge; vale a dire portare sabbia sugli arenili. Anche quest’anno è successo, ma in zone diverse rispetto alla cella del Bagno Nando. Del resto lì la spiaggia, dopo la stagione invernale, retto: almeno fino all’altra notte. «Noi a maggio-giugno abbiamo affittato una cinquantina di ombrelloni, visto che la spiaggia c’era. Ma ora sono scesi a 24. Queste sono spiagge già di per sé “corte”, poi succedono queste cose. Negli anni passati abbiamo “lavorato con fatica, ma con 50 ombrelloni ce la facevi». Certo è che la fatica è tanta, ammette, «monta e smonta, metti e togli sdraio, lettini e ombrelloni. Sono anni che mettiamo la sveglia alle 2, alle 4, alle 5 del mattino per venire a vedere la situazione. Non sono un’esperta – conclude – e non mi posso esprimere su quali siano le migliori soluzioni, ma è evidente che qualcosa non funziona».
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