Il Tirreno

Lunigiana

Malatesta Legnami, colpo di scena: spunta l’ipotesi di 20 licenziamenti

di Giovanna Mezzana
Sindacati e lavoratori manifestano nel piazzale: era il 4 luglio
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Sindacati e lavoratori manifestano nel piazzale: era il 4 luglio

Dopo un lungo silenzio da parte dell’amministratore, arriva la doccia fredda

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LICCIANA NARDI. Ha un po’ dell’incredibile l’ultimo capitolo della vicenda che riguarda la Malatesta Legnami, la storica azienda di Piano di Quercia che opera sul segmento del taglio e della lavorazione del legno, e che nel marzo dello scorso anno è passata di mano: dalla famiglia Malatesta è stato ceduto il 40 per cento a un imprenditore che risiede a Milano e il 60% a una società sarda che fa capo a lui. Ebbene, dopo un lungo silenzio da parte della proprietà, per i venti lavoratori si prospetta l’apertura delle porte del licenziamento, notizia che a Licciana Nardi è giunta mediante una non meglio precisata comunicazione che resta avvolta nel mistero.

Il preambolo

Partiamo dall’inizio: il 13 giugno, come ogni mattina, gli operai si recano sul posto di lavoro. E qui, sul cancello dell’impianto trovano attaccato un foglio su cui si legge: «L’azienda rimarrà chiusa per lavori di manutenzione. Grazie». Non sanno che fare. Molti di loro hanno già esaurito il monte-ferie e non riescono a spiegarsi a quale titolo possano restare a casa, alla luce anche del fatto che sono all’oscuro di eventuali richieste di ammortizzatore sociale. Passano i giorni e i dipendenti contattano il sindacato, la Cisl; all’inizio della settimana che si sta chiudendo fanno anche una manifestazione nel piazzale dell’azienda per sollecitare un chiarimento alla proprietà; si fa avanti il sindaco Renzo Martelloni che – dopo aver ricevuto le rappresentanze sindacali e quelle dei lavoratori – li raggiunge alla Malatesta Legnami e promette loro il suo sostegno; intanto il sindacato richiede al prefetto Guido Aprea l’apertura di un tavolo urgente. Dall’amministratore unico – né direttamente né indirettamente – giunge un cenno. Tutto tace – su venti dipendenti entrano al lavoro solo le due segretarie part-time.

L’informativa

Poi giunge una comunicazione – non è chiaro con quale tempismo e quali modalità – «da cui si evince – spiega Ilaria Rossi, referente Cisl per la zona Lunigiana – che l’amministratore unico sta procedendo ai licenziamenti». In blocco. È un fulmine: non si dice a ciel sereno perché la situazione era già alquanto nebulosa, ma certo i dipendenti non si aspettavano una simile “svolta”.

Le contro-misure

Intanto il prefetto ha accolto la richiesta del sindacato convocando un tavolo di confronto per mercoledì mattina a Massa, a Palazzo Ducale; sono chiamati a sedersi le rappresentanze dei sindacati, quelle dei dipendenti della Malatesta Legnami e la proprietà di essa. Nel frattempo, già da lunedì saranno presi contatti con lo studio legale che lavora in collaborazione con l’ufficio vertenze di Cisl, per tutelare la posizione dei dipendenti. «Si profila il ricorso a un licenziamento collettivo – nota Rossi – e questo senza che sia stato esperito il tentativo di consultazione sindacale». Come è possibile tutto questo? Di venti dipendenti, 19 sono lunigianesi: di Licciana Nardi, Aulla, Fivizzano; e molti di loro hanno una lunga, lunghissima anzianità aziendale.


 

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