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Nautica, Baglietto certifica la crescita ma «serve uno sbocco in mare»

Nautica, Baglietto certifica la crescita ma «serve uno sbocco in mare»

Non solo il travel lift, manca anche spazio in banchina. Baglietto oggi conta 110 dipendenti diretti e due sedi produttive, a Spezia (anche sede legale, 80 dipendenti diretti) e Carrara (sede operativa). L’unità operativa di Carrara conta due aree di 5.000mq ciascuna con 8 capannoni totali

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CARRARA. Nove milioni di investimento negli ultimi tre anni, raddoppio dei capannoni (in viale Zaccagna), trenta dipendenti qui che arrivano a oltre duecento con l’indotto. Sono alcuni dei numeri del Cantiere Baglietto nella nostra città (l’altra sede, più grande, è a Spezia), una realtà dinamica e in espansione ma che, insieme ad altre attività del settore, fa sentire il suo lamento rispetto al nodo infrastrutture. E il “padrone di casa” Diego Michele Deprati, Ceo dell’azienda, pur con modi affabili e con toni colloquiali, insieme al direttore di produzione Luca Ghirlanda, lo dicono in modo esplicito: «Attenzione che non si arrivi all’effetto Viareggio», e cioé, che le aziende non si stufino delle promesse mancate e cambino aria... Il problema è il travel lift ma non solo:

«Sì - spiegano Deprati e Ghirlanda - il travel lift servirebbe eccome, ma servirebbe soprattutto uno spazio dedicato in banchina. Oggi succede che quando dobbiamo varare uno scafo, dobbiamo chiedere il permesso; e va bene. Il problema è che poi spesso se una nave che deve attraccare in quel tratto di banchina ritarda, noi andiamo in coda; e non è raro che si slitti di giorni, se non di settimane. Immaginate voi: arriva il cliente, tutto pronto, e si rinvia. Con quel che significa di costi, immagine, efficienza. Ci dicono - aggiungono - che forse nel 2025 ci sarà qualcosa. Speriamo, i treni passano una volta, poi le aziende si guardano attorno».

Messaggio forte e chiaro, da parte di una società storica (nata 170 anni fa), che qui ha rilevato i Cantieri Cerri e impiantato una produzione esclusiva (gli iconici Bertram) e realizza yacht fino a 50 metri (quelli più grandi sono a Spezia, dove Baglietto tra l’altro ha acquistato il più grande travel lift d’Europa). Proprio per le motivazioni di difficoltà sul mare carrarese, la finitura degli yacht e degli altri natanti deve essere fatta a Spezia. «Se fosse possibile farla qui - osservano - sarebbero altre maestranze qualificate che graviterebbero su Carrara».

Le sedi

Alla fine del 2020 risale la fusione dei due brand nautici europei della famiglia Gavio (Baglietto e Cantieri Cerri) sotto la direzione del ceo, Diego Michele Deprati. Un investimento di lungo termine importante da parte di Gavio, che, come si sottolinea, conferma così la sua passione ed il suo immutato interesse per il settore nautico. Baglietto oggi conta 110 dipendenti diretti e due sedi produttive, a Spezia (anche sede legale, 80 dipendenti diretti) e Carrara (sede operativa). L’unità operativa di Carrara conta due aree di 5.000mq ciascuna con 8 capannoni totali, destinate come detto alla costruzione delle imbarcazioni militari e di yacht fino a 50 metri. Alle due sedi italiane si affianca una filiale (Baglietto Americas), a Fort Lauderdale, in Florida, nata per presidiare uno dei mercati strategici dell’azienda (gli Stati Uniti valgono il 40% della clientela) ed una di recente apertura commerciale in Australia (nella Gold Coast, a supporto delle aree di Australia e Nuova Zelanda) oltre che 2 nuove rappresentanze in Brasile e nella Repubblica Dominicana.

Sostenibilità

Nel corso della presentazione è stato sottolineato da Fabio Ermetto, Chief Commercial Officer, che Baglietto mantiene sempre alta l’attenzione verso le tematiche ambientali e di tutela del mare e rinnova il suo impegno nei confronti dell’innovazione di prodotto e della ricerca di soluzioni tecnologiche avanzate e compatibili con l’ecosistema. In questo contesto, è stato sviluppato il progetto denominato BZero, l’innovativo sistema che prevede l’implementazione di un modulo di produzione di idrogeno che, a partire dall’acqua di mare filtrata e deionizzata, e attraverso elettrolizzatori, produce idrogeno. Tali elettrolizzatori vengono alimentati da fonti rinnovabili al fine di produrre idrogeno di tipo “green”.

Il primo prototipo di una stazione per la produzione dell’idrogeno verrà impiegato per parte della necessità energetica del cantiere stesso a Spezia, sin dall’inizio del prossimo anno per poi essere implementato a bordo delle imbarcazioni Baglietto dal 2026.

«Già dal MY Vanadis, il primo yacht italiano ad aver conseguito la certificazione “Hybrid Power” dal Lloyd’s Register, il cantiere continua a scommettere in tecnologia per la progettazione di soluzioni attente alle tematiche “green”, di eco sostenibilità ed efficienza ambientale attraverso lo studio e la predisposizione standard, nelle sue imbarcazioni, di motorizzazioni ibride con sistemi di propulsione ibrida parallela (che combina motori diesel tradizionali e motori elettrici consentendo diverse configurazioni e modalità di propulsione a seconda delle esigenze operative e di crociera)».

Prodotti

Baglietto, è stato sottolineato, fedele al suo Dna, prosegue nello sviluppo della nuova gamma di imbarcazioni che ha l’obiettivo di confermare il marchio tra i brand all’avanguardia per stile, innovazione e tecnologia, nel rispetto della tradizione e dell’artigianalità. Le linee proposte ad oggi dal cantiere sono quattro. La linea dislocante più “tradizionale”, TLine in acciaio e alluminio, firmate Francesco Paszkowski Design, che include modelli da 52m a 65m e il cui modello di punta è il nuovissimo T52 di cui ben 8 esemplari sono stati venduti negli ultimi 2 anni. Al T52 si aggiunge il progetto T60 presentato in anteprima mondiale al Monaco Yacht Show 2022.

Due linee di imbarcazioni veloci altamente performanti e largamente innovative sempre firmate Francesco Paszkowski Design, che perseguono la tradizione performante di Baglietto Fast in alluminio, che prevedono un modello di 42m e uno di 50m.

A queste tre linee si aggiunge la linea Dom, cruiser in alluminio di 41m disegnata dal designer Stefano Vafiadis. Ad oggi sono 8 i Dom133 venduti dal cantiere. Recentemente il cantiere ha introdotto sul mercato anche una entry-level di 35m, il Dom115. Baglietto dedica una parte della sua produzione al su misura totalmente personalizzato.

Oltre alle imbarcazioni da diporto Baglietto prosegue anche la tradizione militare con il marchio Baglietto Navy. Attualmente sono 2 i navigli di 15m in costruzione per la Marina Militare Italiana. I Dom, i Baglietto Navy e i natanti a marchio Bertram sono realizzati a Carrara.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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