Gioco
Massa, malore improvviso mentre è a casa: muore l’amata Betty del liceo Rossi
Aveva lavorato per 24 anni al classico come assistente amministrativa
MASSA. «Betty, scusa, ti ricordi come si era fatto lo scorso anno? E due anni fa? E cinque anni fa?».
Betty. Il suo nome ha riecheggiato per due decenni e mezzo nei corridoi, nelle stanze e nelle aule del liceo classico Pellegrino Rossi. Tutti la cercavano, tutti le chiedevano aiuto. Perché Betty, Elisabetta Tempesti, era la memoria storica di questo istituto, prestigioso e dalla lunga storia, nel quale aveva lavorato – con grande impegno, ogni giorno – per 24 anni. C’era sempre stata per dare una mano a chiunque gliela avesse chiesta e adesso viveva una meritata pensione.
Se n’è andata all’improvviso dopo un malore, ieri mattina, Elisabetta Tempesti, 65 anni, la storica assistente amministrativa del liceo classico. Mancano pochi minuti alle 10 quando il servizio di emergenza urgenza del 118 viene allertato: il personale sanitario è diretto in via Pascoli, dove lei abita da sola.
Quei minuti sono concitati tant’è che non è chiaro se sia riuscita autonomamente a inviare l’Sos o se l’abbia fatto per lei un’amica che aveva contattato telefonicamente subito dopo aver avvertito il malore. Chiamati dal personale del 118, in via Pascoli intervengono anche i vigili del fuoco, per consentire l’accesso ai soccorritori, e poi i carabinieri. Non c’è nulla da fare.
I commercianti dei negozi in cui lei abitualmente si serviva raccontano – scossi – che da qualche giorno non stava bene: che si sentiva affaticata, che aveva difficoltà a respirare tant’è che aveva già previsto di sottoporsi ad alcuni controlli medici. Non ce n’è stato il tempo.
La notizia della sua scomparsa ieri mattina si è diffusa rapidamente in città, tra le ex colleghe e gli insegnanti, nonostante le scuole fossero chiuse per il maltempo.
Tutti sono sconvolti e profondamente addolorati anche perché Betty – così la chiamavano tutti – era una persona davvero amabile. «Ho lavorato con lei gli ultimi due anni della sua carriera – dice la dirigente scolastica Alessandra Paoli – Era sempre disponibile con tutti ed era una grande lavoratrice». Colonna “portante” dell’istituto, lei è sempre stata un punto di riferimento per il personale e per gli insegnanti: «La chiamavamo in continuazione – continua la preside – “Betty, Betty”, non si sentiva altro a scuola. Era un’istituzione di famiglia: oltre all’impegno quotidiano, partecipava attivamente alla vita scolastica. Siamo tutti molti affranti per questa tragedia, lei era una persona davvero molto generosa». Era una donna empatica «che partecipava alle gioie e ai dolori di tutti».
E poi si faceva in quattro anche per aiutare i nuovi arrivati, perché potessero “acclimatarsi” e prendere familiarità con le pratiche e le incombenze del quotidiano.
Amava scrivere poesie Betty e tutti ricordano i suoi bigliettini, che a ciascuno arrivavano nelle ricorrenze importanti, che lei non dimenticava mai.
La dirigente scolastica, tutto il personale amministrativo, i collaboratori scolastici e gli insegnanti ricordano Betty con grande e immutabile affetto anche in questo momento di grande dolore per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
