Il Tirreno

Il ricordo

Diciassettenne uccisa a Roma, il nonno massese: «Vi racconto la mia adorata nipote Michelle»

di Alessandra Vivoli

	Elio Bertoneri con la nipote Michelle Causo, uccisa a coltellate a Roma
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Elio Bertoneri con la nipote Michelle Causo, uccisa a coltellate a Roma

Elio Bertoneri vive nella capitale ma il cuore si divide con Massa: «Era soave. Io l’ho allevata e l’ho vista crescere, chi ha fatto questo deve pagare»

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«Lo sa com’era mia nipote Michelle? Era soave. Non trovo un aggettivo che potrebbe definirla meglio». A parlare, interrotto a più riprese dalle lacrime, è Elio Bertoneri. È il nonno materno di Michelle Causo, la 17enne uccisa a coltellate e trovata in un carrello della spesa. Ficcata dentro a un sacco nero, in via Borgia, nella zona di Primavalle, a Roma. Nella capitale nonno Elio ci vive da 46: si è trasferito qui da Massa («sono nativo di Borgo del Ponte» ci tiene a precisare) dopo essere entrato nelle Fiamme Gialle. Una scelta nata da ragazzino, nella casa di via Papino, nel capoluogo apuano. Della città d’origine gli è rimasto l’accento, e là sono rimasti i parenti, gli amici oggi attoniti di fronte alla tragedia che lo ha colpito. Chi conosce bene Elio sa che quella nipote non ancora maggiorenne lui e la moglie, scomparsa sette mesi fa per un tumore fulminante al pancreas, l’hanno vista crescere. A quella ragazzina hanno fatto da mamma, papà e da nonni.

Signor Elio che ricordi ha di Michelle?

«Ci vorrebbe davvero troppo tempo per parlare della mia Michelle. Lei viveva qui con il fratello e la mamma, la mia figlia. Ne ho anche una più grande, che vive da sola. Mia nipote Michelle era una ragazzina che amava la vita, una donna di 17 anni con il suo carattere, come i giovani di oggi. Al piglio univa a una grande dolcezza e questo la rendeva unica. Era quella stessa dolcezza che le si leggeva negli occhi: quando sorrideva era ancora la mia piccolina. Io l’ho allevata, l’ho vista crescere. E lei mi amava molto. Mi ha amato molto, di questo sono sicuro, me lo diceva sempre».

È difficile parlare di quello che le è successo.

«È una cosa di quelle che nemmeno pensi possano mai accadere. È una cosa talmente brutta che non te la puoi aspettare. No, non te la puoi nemmeno immaginare. Lo sa che l’ha messa in un sacco nera, la voleva buttare, come fosse spazzatura. La mia bimba».

Cosa le ha lasciato la sua amata nipote?

«Il suo essere soave lo porterò nel cuore, e non dimenticherà mai i suoi begli occhi. Ma la mia, ne sono consapevole, sarà una sofferenza difficile da lenire. Non possono e non devono succedere queste cose. Non si può morire così a 17 anni».

Lei signor Elio adesso ha fiducia nella giustizia?

«Io credo che chi le ha fatto questo, chi ha ucciso Michelle debba pagare. Voglio avere fiducia e pensare che questo avvenga. Quello che è successo è difficile da capire, da spiegare. La cosa che mi ha ferito è stato quel sacco nero. Ha messo lì dentro la mia Michelle. Come si fa? E con tutto quello scempio che le ha fatto, alla nostra bimba, come posso non avere fiducia nella giustizia? Non potrei dormire la notte».

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