Il Tirreno

Politica: l’intervista

Massa, Incoronato è il presidente del consiglio comunale: «I consiglieri tornino ad avere un ruolo»

di Ivan Zambelli
Massa, Incoronato è il presidente del consiglio comunale: «I consiglieri tornino ad avere un ruolo»

È alla sua quarta consiliatura ed è stato eletto alla prima chiama: «Regolamento e statuto da modificare»

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MASSA. È stato eletto alla prima, con voti dalla maggioranza ma anche di parte delle opposizioni. Agostino Incoronato, classe 1949 nato ad Ercolano ma da sempre a Massa, è il nuovo presidente del consiglio comunale. Un “centrista” come ha voluto sottolineare più volte, proveniente dall’Udc. Questa è la sua quarta consiliatura: eletto per la prima volta nel 2008, ha presieduto la commissione Ambiente. Confermato nel 2013, è stato presidente della commissione Affari istituzionali nonché vicepresidente del consiglio comunale. Dal 2018, invece, è stato nuovamente presidente della Affari istituzionali, salvo poi dimettersi per dissidi con l’allora maggioranza. In quest’ultimo quinquennio è stato all’opposizione, decidendo poi di sostenere il sindaco Persiani, venendo eletto con la sua lista civica. Ma per i prossimi anni Incoronato non sarà di questa o quella parte, di maggioranza o di opposizione; al contrario, proprio per il ruolo che ricopre, ed anche per l'aver avuto esperienze di governo e di opposizione, sarà una figura super partes, rappresentativa di tutti i consiglieri comunali. A cui vuole dare il giusto valore.

Venticinque voti, eletto alla prima chiama. Come interpreta questo segnale?

«Un presidente che viene dall’Udc, che è il partito di centro, stimato a livello personale sia dalla maggioranza che opposizione non può che passare al primo turno. Servivano 22 voti, sono stati 25. Penso che allora il fatto di non essere di sinistra o di destra consentirà di portare avanti un percorso in serenità e tranquillità».

I prossimi impegni: quando la capigruppo, il prossimo consiglio comunale o le commissioni? Ci saranno novità?

«Ho convocato per lunedì la prima riunione dei capigruppo, per iniziare a lavorare. Dal mio punto di vista i capigruppo, e più in generale i consiglieri comunali, devono tornare ad avere il ruolo che gli spetta, perché fino a questo momento hanno contato poco, parliamoci chiaro. Allora voglio restituire le caratteristiche fondanti dei consiglieri, dando loro il giusto valore che gli spetta. Sulle commissioni non voglio ancora anticipare, perché preferisco presentarle prima ai capigruppo. Ed anche per il prossimo consiglio è ancora prematuro parlarne. Salvo pratiche urgenti, c’è bisogno di qualche settimana».

Lei si definisce un centrista, ma è passato dall’opposizione alla maggioranza. Cosa è cambiato da allora?

«Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da questo sindaco, perché bada al concreto e a realizzare le cose. Già dissi in passato che l'amministrazione aveva avuto fortuna perché ha trovato soldi da tutte le parti; ma li ha saputi anche spendere nell’interesse della città, senza lasciarli nel cassetto. Questo ho apprezzato, e i cinque anni di opposizione per me sono stati costruttivi, dove ho lavorato bene e sono stato anche presidente della commissione Affari istituzionali, da cui venni via perché non c’erano più i presupposti di dialogo».

Sintetizzando, nel 2021 si dimise in polemica con la maggioranza.

«Ma non era tanto con la maggioranza, perché era una maggioranza anomala tant’è che i frutti li abbiamo visti. Vi era un muro contro muro, e da moderato non sono abituato a questo. Sono abituato a parlare, discutere fino alla noia ma sempre per un punto di incontro».

Alla base delle dimissioni c’erano le modifiche al regolamento del consiglio comunale, che dava tempi e prescrizioni precise ad esempio su mozioni, interpellanze.

«Quello fu il punto fondante delle dimissioni, proprio perché non c’era ragionamento ma una presa d’atto e basta. E che a me non piace».

A distanza di una consiliatura, quel regolamento va rivisto?

«Io tra le prime cose che chiederò sarà far rivedere lo statuto e il regolamento. C’è da modificare qualche cosa, che già avevamo pensato ma non abbiamo avuto modo causa quel che è successo».

Ad esempio?

«Una cosa tra tutti, che può sembrare una sciocchezza ma non lo è: il primo lunedì del mese si tiene un consiglio dedicato a interrogazioni e interpellanze. Solo che se sono poche non si fa, perché costa troppo. Vorrei allora aggiungere le mozioni, perché le interpellanze è la voce dei consiglieri sul territorio, e se le rimandi non ha più senso. Certo che se hai solo cinque interpellanze non puoi spendere 3 mila euro. Ma se a tutto ciò aggiungi le mozioni si giustificano i costi. Questo è importante, perché l’interpellanza deve essere sviluppata il prima possibile, perché è la voce dei cittadini raccolta dal consigliere che la porta in consiglio. Anche sui tempi di esposizione penso che la commissione ci lavorerà sopra».


 

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